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Castello di Piagnaro-Pontremoli

Castello di Piagnaro-Pontremoli - Camperarcobaleno

Apertura al pubblico: si con barriere architettoniche presenti

 Open- no handicap accessible-Ticket

Da visitare: Museo delle Statue Stele,Centro storico di Pontremoli

 Info stradali e camper a fondo pagina

 

 

 

Con questo castello vogliamo ricordare  non solo la sua millenaria storia ma la sua terra, ricca di ricordi e di testimonianze davvero uniche e quasi rare del nostro patrimonio culturale,  la Lunigiana.

Testimoni insoliti e di indubbia bellezza sono i suoi Castelli e  questo, di Piagnaro, è davvero un tesoro inestimabile  da visitare.


Lo stesso antico borgo con le sue strette vie, alle volte a tratti quasi irraggiungibili dai raggi del sole, i muri in pietra delle case che accolgono portali su cui il tempo ha lasciato segni evidenti, scalini corrosi da agenti atmosferici e da ormai infiniti passi umani, evidenziano una matrice antica della cittadina che trova nel suo castello la sua impronta più pura e indelebile.

Posto sulla cima del borgo di Sopra , Piagnaro, Comune di Pontremoli, è stato uno di quei castelli che nella zona fungevano da difesa dell’intera zona. Per  raggiungerlo si attraversa il minuscolo borgo che porta il suo nome, che la leggenda vuole derivante dalla presenza delle cave di pietra con cui un tempo si facevano le ‘piagne’, lastre in pietra utilizzate per la copertura dei tetti delle case. Ma è di indubbia certezza la citazione del 1262 dagli Annali Ghibellini Piacentini dove si ritrova la dicitura del luogo quale ‘planele’ e negli Annali Parmensi detta " fortilitia que dicitur Pianorium"….del resto l’immagine del castello che domina il borgo sottostante è quella di una costruzione dai colori grigi delle sue pietre
Edificato nel 1000 dagli Adalberti, venne più volte demolito e distrutto, come ad esempio nel 1300 quando le lotte tra guelfi e ghibellini imperversavano,  ma sempre ricostruito nello stesso luogo in quanto parte più dominante sulla Cisa e sulle strade che conducevano in Val Magra  perché punto strategico per le rotte commerciali e, non per ultimo né di meno importanza,  sulla Via Francigena.
Molti imperatori videro in questi territori e in Pontremoli,(Pons Tremulus), luoghi di alto valore strategico, Enrico V nella sua discesa verso Roma del 1000 espugnò la cittadina che gli sbarrava il passaggio. Federico II nel 1247 descrive al figlio Enzo, Re di Sardegna, la cittadina quale porta di accesso verso la Toscana e Carlo VIII alla fine del 1600 diede ordine alle sue truppe di depredarla e di devastarla…

Passato da feudo in feudo, dagli Obertenghi ai Malaspina, da Enrico VII ai Fieschi, da proprietà dei sovrani spagnoli sino alla Repubblica di Genova e al Granducato di Toscana, Pontremoli e i suoi castelli rimangono ancora oggi una tappa quasi sconosciuta sotto il profilo turistico e storico, unico nel suo genere e per questo di inestimabile valore.

La parte più imponente del Castello è sicuramente il Mastio che domina l’intero complesso fortificato. La torre, risalente al 1400, un tempo era accessibile mediante una porticina posta a circa dieci metri dal suolo e protetta da un ponte levatoio di cui rimangono solo alcune tracce del suo alloggiamento nel muro.
Sotto all’alto e poderoso mastio si ritrova una piccola corte dove risalta una costruzione unica, frutto di più interventi di accorpamento di alcuni stabili e modifiche fatte nel tempo. Queste erano le zone probabilmente  più vissute da soldati e balestrieri e dove vi erano poste le prigioni.
E’ noto infatti che l’intero plesso è stato utilizzato come caserma e come avamposto militare sino alla fine del ‘700 per poi essere adibito a semplice abitazione per varie famiglie che qui, soprattutto durante il Regno d’Italia, vivevano in situazioni molto precarie tanto che il luogo divenne una sorta di ghetto lasciato al suo miserabile destino.
Da qui si prosegue verso l’altra corte, più ampia rispetto alla precedente dove si ritrova poi una cappella con modifiche realizzate nel tardo 700 e che ospita un pozzo in arenaria.
L’ingresso principale è  in pietra su cui spicca lo stemma dei Medici,  ed è oggi  un centro storico importantissimo in cui poter visitare lo splendido Museo delle Statue Stele della Lunigiana.

Le Statue Stele sono opere di epoca preistorica e protostorica, e sebbene siano da tempo conosciute, queste sono avvolte da misteri e da fascino. Rappresentano in maniera stlilizzata uomini con armi e donne ornate di  monili, forse vissuti nell’area della Linigiana intorno al III millennio a.C. Realizzare in areanaria estratta da cave presenti nella zona, queste erano forgiate con utensili in pietra per poi venir poste in maniera verticale in terreni particolarmente significativi per la loro principale funzione. Ma questo ancora, nonostante gli studi compiuti, rimane immerso nel mistero
Certo è che questa cultura si è sviluppata in un ambiente dedito alla pastorizia e alla lavorazione di metalli e non è un fenomeno circoscritto al territorio lunigianese ma  ampiamente scoperto nella nostra penisola e anche in Europa:  dalla Sardegna alla Corsica, dalla Puglia  sino al Caucaso,dalla  Crimea all’Ungheria , in Francia, in Bretagna sino al Portogallo, seppur con qualche differenza sociale e culturale. Alle volte la differenza la si trova nei visi, o nei corpi nella raffigurazione dei monili e persino nella configurazione delle armi usate per la caccia.
Comunque qualsiasi cosa queste Statue rappresentino e abbiano rappresentato, che siano state ideate per ricordare un defunto, per ringraziare qualche dio, per richiedere maggior fortuna o per chiedere clemenza, sono e rimangono un tassello ancora tutto da studiare e da scoprire per rendere ancora più prezioso il mosaico di quella che noi definiamo Vita.

 

 

GPS: 44° 22' 48,10'' N

 

         9° 52' 53,73''  E

 

Autostrada A15 uscita Pontremoli

 

Strada Statale: SS 62 della Cisa Strade

 

 

Sosta: posteggio Via del Seminario, Pontremoli (da noi non consigliato)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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