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Castello di Murat-Pizzo Calabro

Castello di Murat-Pizzo Calabro - Camperarcobaleno

Apertura al pubblico: si con barriere architettoniche: presenti

 Open- no handicap accessible-Ticket

 Da visitare: Chiesetta di Piedigrotta, il borgo e il suo mare

 Info stradali e camper a fondo pagina

 

 

 

 

 

Legato indissolubilmente agli eventi storici del periodo aragonese, il castello a picco sul mare cristallino, viene edificato intorno al 1492 per volere di Ferdinando I d’Aragona mentre  la torre grande rimane di precedente origine, quella angioina.

Costruito quale  fortezza a difesa contro le incursioni saracene, venne  utilizzato anche come carcere e la sua storia è legata alla tragica sorte di Gioacchino Murat anche se tra le sue mura vennero incarcerati altri personaggi famosi tra cui Ricciotti Garibaldi,il Conte di Cagliostro e il filosofo Tommaso Campanella.

Ad esso si arriva mediante una lunga strada in discesa a senso unico che porta verso il  mare nella parte ovest della cittadina del rione San Giorgio, tra intriganti e strette vie dove si aprono ristorantini e pizzerie, panni stesi all’aria frizzante del giorno e troppo rumore assordante di auto e moto, su una piazza da cui lo spettacolo marino e dell’intera zona è davvero esaltante.

La piazzetta su cui si erge oggi il castello e la strada che lo sfiora, era un tempo un antico fossato dove si ergeva il ponte levatoio in legno per accedere alla fortezza insieme a  camminamenti e sotterranei segreti che portavano fuori dalla città

Modesto nella sua struttura complessiva ma massiccio e compatto, il castello posto tra cielo e acqua è costituto da una base quadrangolare ai cui fianchi si ergono due torri a tronco conico, verso la terraferma mentre  la parte a picco sul mare scivola in esso con una andatura trapezoidale.

 Una testimonianza scritta risalente al cinquecento racconta della presenza di un piccolo cortile oltre la porta principale  alle cui parti  si trovavano  la zona del  carcere con cinque  camere  ricoperte da volte con aperture verso il mare e dall’altra parte le casematte con i vari rifornimenti alimentari e bellici.

Oggi si ritrova sulla chiave di volta, che sormonta il portone d'ingresso, lo stemma marmoreo della casa Infantado, proprietari del castello sino al 1806  ed una lapide dedicata a  Gioacchino Murat.

Dal cortile, mediante una scala, si saliva alla parte superiore dove si trovavano otto stanze, purtroppo rifatte in seguito al terremoto del 1783.

Il Castello è stato dichiarato nel 1892  Monumento Nazionale e dal 2003 è sede del Museo Provinciale Murattiano, restituito dopo alcuni lavori di restauro nel 2010.

In questo si possono ammirare originali documenti storici, stampe e piante sulle origini aragonesi del castello, una collezione originale di monete dal 570 al 1860 mentre una serie di ‘inquietanti’manichini in costume a grandezza naturale ricostruiscono gli ultimi momenti della vita di Gioacchino Murat, dai giorni della sua  prigionia  fino al giorno della fucilazione.

 

 

GPS: 38° 44' 08,50''  N

            16° 09' 36,41 ''  E

- A3 (senza pedaggio) uscita Pizzo Calabro 

-Statale tirrenica N° 18

 

Sosta: solo parcheggio all'ingresso del paese

 

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