Home » castelli e dimore » Castello di Mondavio

Castello di Mondavio

Castello di Mondavio - Camperarcobaleno

 Apertura al pubblico: si con barriere architettoniche presenti

 Open- no handicap accessible-Ticket

 Da visitare:Museo di Rievocazione Storica (nella Rocca), il borgo,Corinaldo, Pergola 

Info stradali e camper a fondo pagina

 

 

 

 

 

Il profilo di Mondavio  appare netto e brillante a chi percorre  la strada che dal mare si inoltra verso l'entroterra e già da lontano in maniera eclatante si nota, in cielo terso di fine ottobre, l'imponenza della  Rocca, le sue tre torri campanarie, accolte dentro una  cinta muraria  intatta e perfetta. 

Qui l'aria marina arriva da Marotta e da Fano, impercettibile ma pesante l’umidità del mare riesce a scivolare sino a qui per trovarsi di fronte ad un borgo che abbina medioevo e rinascimento, cotto antico e selciati levigati da cammini umani di secoli, tra la più pura storia da vivere e un futuro tutto da progettare. 

La Rocca , ideata alla fine del 1400 dall’architetto militare Francesco di  Giorgio Martini,artefice dell’impianto architettonico del Ducato di Urbino sotto i Montefeltro, venne commissionata dal Signore del Vicariato di Mondavio Giovanni Della Rovere, su una precedente Rocca dei Malatesta costruita nel  1300, è  capolavoro di arte militare  dell'architettura Rinascimentale, tanto che quelle geometrie "che disegno mostrar non può" saranno studiate  da Cartesio e  rappresenta una fervida  testimonianza dei molteplici rinnovamenti che l'architetto portò alle costruzioni militari del 1400.

Alcune testimonianze mostrano però l’ incompletezza del lavoro dell’architetto senese in quanto ,probabilmente, la Rocca avrebbe dovuto presentare,oltre alle  quattro torri, al mastio, al torrione ovale ,due torrioni più piccoli;  ma uno di questi  non c’è e non perché demolito o rovinato nel tempo ma proprio perché ideato ma non costruito. 

Questo  avrebbe dovuto essere  posto a difesa del borgo sottostante e  avrebbe compreso stanze da adibire ad abitazione, stanze che non sono presenti all’interno del castello.

La splendida costruzione, dai tratti nitidi e perfetti, essendo stata costruita per scopi militari e di difesa, poteva resistere a tutti gli attacchi di artiglierie, dalle  bombarde alle colubrine, dai cannoni alle  spingarde, come quelle che oggi si possono  ammirare nell'armeria sita all'interno della Rocca stessa.

Il suo ottimo stato di conservazione, sebbene abbia nel tempo subito alcune ristrutturazioni ‘intelligenti’, pone infatti l’accento sul fatto che questa non ha mai subito attacchi o assedi tali da comprometterne la sua stabilità, conservazione ed evoluzione nel tempo.

Il mastio domina , quale padrone assoluto, l’intera rocca, sia per la sua imponenza sia per la sua forma particolare, in forma ottagonale a larga base con pareti esterne trapezoidali.

Le sue otto facciate complesse ed irregolari, i suoi lati  sfuggenti da angoli appuntiti creano un effetto di movimento elicoidale che spinge  verso l'alto l’intera costruzione e che davano prospettive inesatte a colui il quale aveva il compito di usare, in battaglia, bombarde o simili armi.

La parte alta sporge a strapiombo con beccatelli e finisce nei merli del quinto piano. A questo si lega un camminamento, protetto da un piccolo torrione  che conduce  ad una torre semi-circolare, unita da un ponte a due rivellini d'ingresso.

Il camminamento e la torre semi-circolare formano, visti dall'alto, la figura di una balestra, segno o disegno voluto dallo stesso Martini in segno di firma al suo enorme lavoro architettonico.

Il torrione di forma ovale, “attraverso il quale passa la via”, è   di forma semicircolare. Questa risulta da una modifica di conservazione della precedente struttura e lo spazio tra la torre mancante, il torrione e il mastio avrebbe dovuto comprendere alcune  stanze in forma pentagonale quali abitazioni o dormitorio per i cavalieri.

 

 

 

 Particolarità…

 

Il termine  Mondavio si ritrova  in un documento del 1178, antecedente la venuta  di S. Francesco,   luogo che gli venne donato dalla famiglia Ricci per costruirvi un convento. Si narra che Francesco, sarebbe rimasto colpito dalla bellezza del territorio ‘ per l'amenità del luogo e la varietà degli uccelli’ Da queste parole  derivò la denominazione Mons Avium come Monte degli Uccelli 

 

 Il Castello, durante il percorso di visita, offre una ricca gamma di situazioni con manichini di persone e animali a spiegazione di come il castello era vissuto. Tra persone sedute al tavolo che banchettano a contadini che trasportano sacchi pesanti in iuta ricolmi di grano, da gatti in attesa di un buon boccone ad asinelli che trasportano masserizie, quello che colpisce di più e che, a parere nostro, fa un po’ impressione, è la camera della tortura…

 

 

GPS: 43° 24' 28,06'' N

        12° 58' 06,20'' E

 

 

- A14  (da sud)uscita : Marotta-Mondolfo, Stat. Adriatica 424 direzione Pergola _bivio San Michele al Fiume-Mondavio

- A14 (da nord)uscita: Fano-superstrada Fano Grosseto uscita Calcinelli- Mondavio

 

Sosta: Via dei Cappuccini, ampia area sosta su asfalto dotata di fornitura elettrica e scarico. Sempre aperta e gratuita. Degna di nota

 

 

Su Pinterest

Su Pinterest - Camperarcobaleno

Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

Chi abbandona un cane non è un camperista

Chi abbandona un cane non è un camperista - Camperarcobaleno

(Lyla, Pastore Abruzzese, 12 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

L'Agenda di CA su Facebook

L'Agenda di CA su Facebook - Camperarcobaleno

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'

Genova

Genova - Camperarcobaleno

Genova. la mia città Ti accoglie

Areasostaitalia

Areasostaitalia - Camperarcobaleno

Scoprire l'Italia in camper e caravan

Cosa fare a Genova

Cosa fare a Genova - Camperarcobaleno

ll tempo libero a Genova

Area Sosta tra Rododendri e Ortensie

Area Sosta tra Rododendri e Ortensie - Camperarcobaleno

Area Sosta Riserva naturale speciale del Parco Burcina-Felice Piacenza

Area Sosta a due passi dall'Adriatico

Area Sosta a due passi dall'Adriatico - Camperarcobaleno

Area Sosta Le Robinie, Igea Marina, Rimini

Area Sosta tra i Colli Morenici del Garda

Area Sosta tra i Colli Morenici del Garda - Camperarcobaleno

Area Sosta Monzambano, Mantova

Area Sosta nella Conca di Oropa

Area Sosta nella Conca di Oropa - Camperarcobaleno

Area Sosta Santuario di Oropa, Biella

Taccuinodiviaggio.it

Taccuinodiviaggio.it - Camperarcobaleno

Siti di Donne nella rete