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Castello di Lagopesole-Avigliano

Castello di Lagopesole-Avigliano - Camperarcobaleno

Apertura al pubblico: si  con barriere architettoniche presenti

 Open- no handicap accessible-Ticket

 Da visitare:il borgo, i laghi di Monticchio,Cascate di San Fele 

Info stradali e camper a fondo pagina

 

 

 

 

Il Castello di Lagopesole si trova  sul colle che domina la valle di Vitalba a circa  ottocento metri di altitudine nel territorio del comune di Avigliano, in provincia di Potenza.  

Residenza di caccia e di riposo estivo per la corte, il castello, realizzato con blocchi  di pietra arenaria squadrati,  nasce per volere  dell'imperatore Federico II nel 1242, probabilmente su costruzione già esistente e fatto risalire all’età normanna come  struttura fortificata; questo  domina la frazione di Lagopesole, nome derivante da ‘Lacus Pensilis’ che attribuisce al luogo l’esistenza in epoca quaternaria di un lago. 

All’epoca di Federico II il castello probabilmente si presentava in parte già in parte agibile mentre con Manfredi la costruzione è definita e vissuta per lunghi periodi estivi, per questo il Castello è definito in alcuni documenti storici quale castrum e anche domus. 

La storia ci narra di un Imperatore che trascorse sicuramente a Lagopesole l’estate del 1242.

 

Il sontuoso corteo imperiale usciva dal castello di Melfi, in un caldo mattino di agosto e attraversando Rapolla e  Rionero, la carovana giunse a rasentare Agromonte: da qui, dopo lungo cammino, l’amata domus di Lagopesole si era fatta più vicina. 

Una lunga colonna silenziosa e ordinata di uomini e animali  portava faticosamente  ‹‹il bagaglio della persona e della casa del re››, ‹‹le carte della cancelleria e i libri di Aristotele e di Avicenna››, ‹‹i tesori della Corona››, ‹‹i veltri delle mute e le fiere del serraglio››.  

Con loro viaggiava anche  Pier delle Vigne, ‹‹logoteta e protonotario del Regno››,oltre ai medici personali del Re,  fisici, astrologi e maghi, ‹‹il figlio del nuovo signore di Vitalba, Riccardo Filangeri, falconiere di Corte [...] e Adenolfo Pardo, capocaccia imperiale››. 

Subito dietro al Re c’erano il figlio Manfredi, dono d’amore della sua sposa Bianca Lancia, seguiti dall’harem, ‹‹i fidi saraceni di Lucera, i biondi cavalieri germanici›› e ‹‹i leggeri fanti di Puglia ›› . 

Varcando l’ingresso del Castello, il poliedrico corteo riccamente adornato, invase tutto il cortile maggiore e la domus ancora incompiuta accogliendo il suo Re. 

Fu festa dal calar della notte all’alba di un nuovo giorno caldo e ritmato dal cantar scanzonato di grilli e cicale. Tavole su cui piatti prelibati facevano bella mostra in attesa di essere divorati, botti colme di vini e di aromatiche bevande stavano per essere riversate in boccali e in calici, musiche danzanti e fuochi illuminavano l’intero palazzo, vestito per ricevere l’intera corte.   Momenti di pace e di felicità attendevano l’imperatore che qui tornò di certo nell’estate del 1250, in luglio e in settembre, meno felice e più curvo nella sua andatura, costretto dalla nuova scomunica ricevuta al Concilio di Lione nel 1245, dalla sconfitta  militare subita a  Parma nel 1248, e  dall’imprigionamento del figlio Enzo a Bologna nel 1249. 

Alla fine dell’estate del 1250, dopo un lungo periodo di permanenza nel castello che amava di più e che mai avrebbe per suo volere voluto lasciare, Federico, dai suoi appartamenti  guardava il suo bosco, il bosco di Montecaruso ricordando tristemente le giornate passate tra questo cavalcando e cacciando, respirando a pieni polmoni l’aria umida del bosco e il profumo intenso di muschio e foglie bagnate dalla pioggia notturna e  ricordava bene la data del 1223 quando, giovane e bell’imperatore investito in San Pietro il 22 novembre 1220 , per la prima volta ammirava quel luogo che avrebbe poi amato per sempre.  

Sapeva in cuor suo che quella sarebbe stata l’ultima volta che avrebbe soggiornato tra quelle mura, l’ultima estate in cui forse qualche volta aveva potuto, per un istante, dimenticarsi del suo ruolo e della sua storia, per essere solo un uomo e un bambino. 

Ad opera degli Angioini fu il restauro delle coperture e la costruzione  di un acquedotto, di scuderie e di un laghetto situato dinanzi al castello dove venivano allevate anguille.

Ma l’intera meravigliosa struttura venne colpita anch’essa da un completo degrado e abbandono, situazione purtroppo che si protrasse sino ad alcuni anni fa quando i restauri restituirono al mondo questo gioiello di storia e di cultura.

Il castello di Lagopesole si presenta in  due complessi, uno  residenziale e l’altro militare  di probabile provenienza  normanna. L’intero palazzo  si articola a  forma rettangolare allungata per adattarsi meglio al  terreno che è in forte pendenza da ogni lato.

I muri esterni hanno  superficie bugnata, interrotta solo dall’ingresso al castello.  L’ interno è  scandito da due cortili,  gli ambienti residenziali si trovano al secondo piano e su due livelli distinti nella zona nord. Nel salone  del piano superiore detto   “salone dell’imperatore”,  per distinguerlo da quello “dell’imperatrice”, si possono  vedere raffinate sculture dei capitelli e delle mensole con  motivi naturalistici e di caccia tanto amati dall’imperatore Federico II : fanno bella mostra di sé gelsi  e cervi, uva e fichi, uccelli , orsi e cinghiali , riproponendo così il   De arte venandi cum avibus, trattato di ornitologia e falconeria  a cui il Re era molto legato.

Raro e posto  al centro del cortile minore un torrione quadrato, il donjon, forse costruito su una già esistente costruzione normanna  

Caratterizzato da muratura bugnata, tipica dell’architettura sveva, risalente probabilmente al periodo di regno di Re Enrico IV,  nella parte superiore presenta  tre feritoie che si aprono sulle pareti sud, est ed ovest, mentre su quella nord si trova un  accesso con due grandi mensole in pietra che fa presupporre l’antica presenza di un ponte levatoio o comunque un passaggio mobile  con altre due mensole raffiguranti un volto femminile e una testa di fauno.  

Questa presenta al suo interno due soli ambienti, uno dotato di servizi igienici e uno di cisterna. Un intervento di sicuro stampo  angioino è la  cappella, in stile romanico, ricavata forse da una antecedente  torre la cui caratteristica è il portale a denti di sega, tipico dell’architettura pugliese, e affreschi nella zona dell’abside.

 Segnaliamo la visita a questo meraviglioso castello, per la sua preziosa storia e perché, grazie ad interventi di ristrutturazione, la sua luce ha ricominciato a brillare. 

Comunicato stampa della Pro Loco di Lagopesole.

Camperarcobaleno e Alberta ringraziano il Direttore Generale, Marcello Romano, per l'attenzione rivoltaci.

 

Nel Castello di Lagopesole, l’ultimo maniero fatto ampliare da Federico II di Svevia in terra di Basilicata, è possibile immergersi in un passato storicamente ricostruito per scoprire lo Stupor Mundi i suoi interessi multiculturali, filosofici e scientifici. Luogo federiciano per eccellenza, il castello accoglie i visitatori per coinvolgerli e trasportarli ne “Il Mondo di Federico II”, il museo narrante che attraverso moderne tecnologie e linguaggi innovativi, abbinati alla ricerca storica, punta a far rivivere la storia e il mito di una delle figure più controverse del medioevo italiano ed europeo.  Nel Quarto della Regina e nel Salone dell’Imperatore, infatti, in un connubio di alta tecnologia, grande teatro, suono, immagine e racconto è possibile effettuare un viaggio attraverso il tempo e lo  spazio alla scoperta del “primo uomo moderno sul trono” che ha contraddistinto e caratterizza ancora la storia del Mezzogiorno d’Italia: tra intrighi e segreti si viene immersi nella vita di corte, si entra nelle locande, si passeggia nei mercati e si arriva ad incontrare lo stesso Imperatore che in prima persona parla della sua vita.  “Il Mondo di Federico II”, ambizioso progetto storico.artistico-culturale, è uno dei grandi attrattori della Basilicata con cui la regione si presenta a livello nazionale e internazionale per valorizzare e rendere attrattivo il territorio.     

 

COSTI € 5,00 Biglietto intero € 2,50 Biglietto ridotto per scolaresche, per i ragazzi dai 7 ai 13 anni e per gli over65 Agevolazione per gruppi: una gratuità ogni 6 biglietti interi pagati    I bambini fino ai 6 anni, le persone diversamente abili, i docenti accompagnatori e il capogruppo accedono gratuitamente al percorso di visita  

 

DURATA  DELLA VISITA La durata della visita è di un’ora a gruppo. 

 

FRUIZIONE IN LINGUA STRANIERA È possibile fruire dell’intero percorso museale in lingua inglese e tedesca con un sistema innovativo di audioguide sincronizzate con i contenuti delle istallazioni.  

 

PRENOTAZIONE È obbligatoria la prenotazione. 

 

  

 

Piazza Federico II, 22 – tel./fax +39 0971 86251 – cell. 333 866 3901 – 85020 Lagopesole (PZ) e-mail: info@prolocolagopesole.it – sito internet: www.prolocolagopesole.it 

 

APERTURA Tutti i giorni dalle ore 09.30 alle ore 12.30 (ultimo ingresso) e dalle ore 16.00 alle ore 18.30 (ultimo ingresso) L’orario è suscettibile di variazioni, si consiglia pertanto di accertarsi dell’apertura prima della visita. 

 

INFO E PRENOTAZIONI Pro Loco Castel Lagopesole tel. +39 0971 86251 cell. + 39 333 86 63 901 e-mail info@prolocolagopesole.it       

 

 

 

 

 

 

GPS: 40° 43' 47,78'' N

            15° 42' 52,97''  E

 

 

 

-A3 uscita Potenza/Sicignano

 

 -Sosta: solo posteggio non lontano dal castello

 

   

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Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

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(Lyla, Pastore Abruzzese, 12 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'