Home » castelli e dimore » Castello di Gresti-Aidone (Enna)

Castello di Gresti-Aidone (Enna)

Castello di Gresti-Aidone (Enna) - Camperarcobaleno

Apertura al pubblico: no, solo rovine

 Ruin- no handicap accessible 

Da visitare:la città di Enna

 Info stradali e camper a fondo pagina

 

 

 

 

 

 

Tranquillamente arroccato sopra un impervio versante, il Castello di Gresti vigila sull’ infinito orizzonte della Sicilia  diffondendo  nell’aria tutto il suo charme e mistero.  


Il suo vero nome è Pietratagliata, per via della sua struttura ampiamente  i
ntagliata nella roccia viva.

Infatti  deriva dall’enorme rupe quarzarenitica che taglia la valle in maniera perpendicolare al fiume Gresti dando l’illusione di una unica pietra tagliata e dai frammenti di terracotta che si trovano negli interstizi delle sue mura in ‘pietra rossa di montagna’. 

La leggenda vuole che venne chiamato "Gresti" da una prima stesura di carte militari, quando il topografo, non conoscendo il suo vero nome o non ricordandolo, lo ribattezzò con quello della contrada   ‘dei Gresti’.  

La struttura dell'antico castello è quella di una inaccessibile fortezza di avvistamento su un territorio molto esteso, che aveva anche la funzione di comunicazione con altri luoghi e persone e la sua  funzione era probabilmente  quella di controllo del traffico lungo l'antica strada  

In questa specifica funzione, il maniero rappresentava un centro importantissimo per le comunicazioni tra postazioni militari e strategiche  per il controllo e la difesa del territorio circostante. 

Il castello venne  edificato a picco su una cresta rocciosa  nel fondo di una valle, posizione quasi inaccessibile, dove in epoca preistorica una potente diga silicea naturale sbarrava la valle.  

Vicino al castello scorre il fiume Gornalunga che  un tempo era navigabile e oggi, purtroppo, quasi prosciugato di cui il torrente Gresti è un suo affluente. 

La costruzione  del castello risale al periodo arabo normanno. 

La torre a prisma rettangolare si innalza su una grandissima grotta scavata nella viva roccia.  

Al primo piano vi sono parecchie stanze, costruite sulla diga silicea, e da cui  parte una scala interna a chiocciola, che porta sino alla cima della torre.  

Oltre alla scala principale ce n’era un'altra segreta, scavata nella roccia, che si addentrava fino nella pancia del monte. 

In tempi antichi intorno al castello viveva un piccolo centro abitato e dove vi sono ritrovate monete risalenti al periodo greco, romano e arabo. Questo luogo, proprio per le scoperte, è stato denominato "collinetta della moneta".

 Il castello venneriedificato dai Normanni, dandogli l'attuale struttura,anche se le prime notizie storiche si hanno solo nel 14mo secolo,quando un feudo denominato Fessima o Fessinia, insieme al castello chiamato chiaramente Pietratagliata, vennero concessi al Re Federico d'Aragona che a sua volta li assegnò a Prandino Capitana di Piazza Armerina.

Nel 1374 venne confiscato e dato  a Perrano de Juenio  de Termis Re Martino I d’Aragona detto l’Umano o l’Ecclesiastico il quale  passò il possedimento a suo figlio Bartolomeo che a lungo lo  detenne per poi passarlo ai suoi discendenti sono al  1648 quando la proprietà divenne prima alla famiglia Graffeo e poi alla famiglia Caprini. 

Secondo le notizie storiche pervenute, verso il 1769 ne era signore Andrea Amato principe di Galati e nel 1772 il castello passò  ad Alessandro Mallia, tramite Gioacchino Pomar che lo avrebbe acquistato da Andrea Amato.  

Nei primi del 1900 fu di MonsignorPrato e della famiglia del Marchese Aldisio. 

Purtroppo oggi del Castello rimangono poche pietre e dei suoi splendori vi è solo una vago eco che risale dalla valle…. 

 

 

 

Particolarità…. 

 

Sotto la torre, scavata nella viva pietra, si trova una grande grotta. Sopra una finestra ogivale è incisa la data del 1664 e più in alto una iscrizione latina voluta dal  barone Caprini.  

 Una leggenda narra che «chiunque leggerà l’iscrizione, purché in groppa ad un cavallo in corsa, scoprirà un favoloso tesoro nascosto nella roccia».  

 

L’iscrizione completa e tradotta vuole: 

 

 «A DIO, OTTIMO, MASSIMO. O GIOVANETTO, AL QUALE QUESTO CASTELLO APPARTIENE, PER DIRITTO DI DISCENDENZA DI GIACOMO CAPRINI, IL QUALE NE È BARONE E QUI RISPLENDE COL SUO ANTICO STEMMA, TI AVANZA. TU GODRAI NON NELL’ORTO DELLE ESPERIDI, MA DEI FEUDI, DEL PINGUE ARMENTO DI LUI E DEL GREGGE PASCOLANTE. FELICE TÈ, O GIOVANETTO, CHE TI PASCI DI AURA CELESTE NELLA CASA DEL GRANDE EROE PIENA DI ABBONDANZA. ANNO DEL SIGNORE 1668 » 

 

 

GPS: 37° 24' 57,30'' N

            14° 26' 43,78'' E

 

 

 

-A19 uscita Motta Sant'Anastasia,SS 288 per Raddusa

 

-Sosta:non vengono segnalate aree sosta

 

 

 

 

è distribuito, da alluvione in alluvione, lungo tutta l'asta fluviale a valle del castello, facendo fare alle acque piccoli salti, giri viziosi e, in

Su Pinterest

Su Pinterest - Camperarcobaleno

Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

Chi abbandona un cane non è un camperista

Chi abbandona un cane non è un camperista - Camperarcobaleno

(Lyla, Pastore Abruzzese, 12 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

L'Agenda di CA su Facebook

L'Agenda di CA su Facebook - Camperarcobaleno

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'

Genova

Genova - Camperarcobaleno

Genova. la mia città Ti accoglie

Areasostaitalia

Areasostaitalia - Camperarcobaleno

Scoprire l'Italia in camper e caravan

Cosa fare a Genova

Cosa fare a Genova - Camperarcobaleno

ll tempo libero a Genova

Area Sosta tra Rododendri e Ortensie

Area Sosta tra Rododendri e Ortensie - Camperarcobaleno

Area Sosta Riserva naturale speciale del Parco Burcina-Felice Piacenza

Area Sosta a due passi dall'Adriatico

Area Sosta a due passi dall'Adriatico - Camperarcobaleno

Area Sosta Le Robinie, Igea Marina, Rimini

Area Sosta tra i Colli Morenici del Garda

Area Sosta tra i Colli Morenici del Garda - Camperarcobaleno

Area Sosta Monzambano, Mantova

Area Sosta nella Conca di Oropa

Area Sosta nella Conca di Oropa - Camperarcobaleno

Area Sosta Santuario di Oropa, Biella

Taccuinodiviaggio.it

Taccuinodiviaggio.it - Camperarcobaleno

Siti di Donne nella rete