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Castello di Angera-Varese

Castello di Angera-Varese - Camperarcobaleno

Apertura al pubblico: si  con barriere architettoniche presenti

 Open- no handicap accessible-Ticket

 Da visitare: Museo della Bambola (nel castello) il Lungolago

Info stradali e camper a fondo pagina

 

 

 

 

 

 La Famiglia Borromeo, nativa della città di San Miniato,fu costretta a lasciare nel 1370 la sua  terra in conseguenza della messa al bando di questa  e alla condanna a morte di Filippo, colpevole di essere stato a capo della sollevazione della città contro Firenze. 


Le sorti della famiglia non furono per nulla agiate e solo Vitaliano I Borromeo (1391-1449) ebbe la fortuna  per risollevare il patrimonio economico e finanziario. Abile commerciante e buon politico alla corte dei Visconti, Vitaliano cominciò ad acquistare terreni e case nei dintorni del Lago Maggiore diventando, col tempo, lo Stato Borromeo.  

 

 Giberto Borromeo  (1460 -1508) ed suo fratello Lancillotto (1473-1513) acquistarono i primi terreni sulle isole del Verbano trasformando anche alcune fortificazioni militari in residenze di campagna.

 

 Carlo Borromeo (1538-1584), destinato sin dalla sua dalla nascita alla carriera ecclesiastica, giunse celermente ai vertici della gerarchia della Chiesa, grazie al suo cognome e alle conoscenze e alleanze che già il suo predecessore Giberto aveva stretto con il potere ecclesiastico del tempo. 

Nel 1564 fu nominato arcivescovo e dal 1566 iniziò a Milano una profonda azione riformatrice della diocesi.

 

Alla sua morte il cugino Federico, Cardinale,  chiese il processo di santificazione di Carlo e a lui si deve, oltre alla nascita della Biblioteca Ambrosiana,  la costituzione del Sacro Monte di Varese.

A tutt’oggi la Rocca è di proprietà della Famiglia Borromeo. 

 

 La struttura della rocca risale al medioevo , costruita probabilmente sul sito di un'antica fortificazione romana;si erge su uno sperone di roccia calcarea che domina la parte meridionale del Lago Maggiore,in posizione strategica per il controllo dei traffici commerciali e di difesa verso le Alpi contro eventuali invasioni. 

La struttura, completamente conservata nel suo stato primario, racchiude testimonianze importanti della storia del luogo, che può essere conosciuta anche  attraverso il ben conservato ciclo di affreschi, datato XIII secolo,  nella "Sala della Giustizia" e nel le Sale Storiche.

Dalla  Torre Castellana si gode un panorama di particolare incanto: la distesa del Lago Maggiore, la città di Arona, le Prealpi e le Alpi.  


Recentemente è stata inaugurato il Giardino Medievale che presenta, nel piazzale che si affaccia verso il Lago, un giardino medievale realizzato a seguito di studi su antichi codici e documenti d'epoca. 

La Rocca Borromeo di Angera è il risultato di cinque diversi corpi di fabbrica edificati a partire dal secolo successivo al Mille e sino al Seicento: la Torre Castellana, l'Ala Scaligera, l'Ala Viscontea o Palazzo Ottoniano, la Torre di Giovanni Visconti, l'Ala dei Borromeo.

Questa presenta una solennità incontrastata che pervade le sale del Buon Romano, della Mitologia, delle Cerimonie, di San Carlo, dei Fasti Borromeo dove grandi opere tra ritratti e arredi trasportano il visitatore a  epoche antiche

La sala di maggior rilievo è la Sala di Giustizia che ospita il ciclo di affreschi datato XIII secolo  da un anonimo maestro ( o più maestri) che viene denominato "Maestro di Angera". La  narrazione è legata alla vita di Ottone Visconti con l’illustrazione  della vittoria sui Torriani nella battaglia di Desio nel 1227.

Voluto nel 1988 dalla principessa Bona Borromeo Arese, il Museo della Bambola e del Giocattolo, uno tra i più importanti in Europa,  racchiude in sé  oltre mille bambole realizzate dal XVIII secolo fino ad oggi.
 

La visita a questo Museo incanta non solo i nostri figli ma anche noi un po’ più adulti.

 Si è davvero trascinati e meravigliati da visi lucidi e gote rosse, chiome boccolute che spuntano irrefrenabili da capellini in velluto o in feltro, neonati dagli occhi sbarrati che paiano ancora chiedere al visitatore di essere presi in braccio per essere  coccolati, o disincantate fanciulle  pronte per fare la quotidiana passeggiata nel parco indossando una sfavillante mantellina rossa  accompagnando un piccolo cagnolino.

Incutono un po’ di timore le regali Principesse o Regine nei loro ampi vestiti riccamente addobbati che ci conducono con la fantasia nelle scintillanti Sale da Ballo dove ogni Palazzo Reale accoglieva feste indimenticabili a suon di buona musica.  

Accanto alla sfarzosità di un’alta borghesia e nobili si ritrovano bambole di un ceto più modesto e popolare, cuoche in divisa in cucine completamente arredate e ricche di pentole in rame, mamme dai visi gioviali e sorridenti con minuscole carrozzine, gioiose spose dai vestiti leggeri e impalpabili come nuvole e casette arredate in stile 'old english' dai pizzi e merletti che ricordano tanto le case delle nostre nonne e le loro camere in cui fa bella mostra unì antica consolle dallo specchio ovale.   

  La visita si dipana  attraverso dodici sale che,tra l’altro, sono affiancate a quelle rivolte a culture extraeuropee e quella che ospita la collezione del Petit Musée du Costume di Tours, raccolta da Gisele Pesché, che propone  una serie di automi francesi e tedeschi, prodotti durante il XIX secolo.  Piccole meraviglie, opere di grande intelletto e manualità, prendono vita con movimenti leggeri e ritmati con le sembianze più svariate: dal fumatore turco alla classica ballerina, dal viso un po’ triste e inquieto del clown a quello spumeggiante del guidatore di risciò, le loro vite si intrecciano con motivi musicali miti e adatti sia alle loro movenze sia a quello che rappresentano. 

Insomma, una visita tranquilla che ci riporta all’infanzia, l’infanzia di tutti, per lasciarci ancora una volta stupiti e attratti da quel mondo incantato e magico che con il diventare grandi, purtroppo, spesso ci lasciamo alle spalle. 

Nei dintorni della Rocca  si racconta che nelle notti particolarmente luminose, dal lago ne esca il fantasma di Sant’Arialdo Alciato, ucciso dopo essere stato imprigionato nella rocca da parte dell’arcivscovo di Milano Guido da Velate. La leggenda vuole che il suo corpo fu gettato nel lago e proprio da questo riappare accompagnato da sinistre voci lamentose.

 

 GPS: 45° 46' 19,27'' N

           8° 34' 32,21'' E

 

 -A8 uscita Sesto Calende/Vergiate ,SS Sempione sino a Sesto Calende, SP 69 

 

-A26 uscita Castelletto Ticino SS  Sempione sino a Sesto Calende e SP 69 

 

 Sosta: parcheggio presso piazzale campo di calcio

 

 

  

 

 

 

 

 

 

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Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

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(Lyla, Pastore Abruzzese, 11 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'