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Castello di Aghinolfo -Montignoso- Massa

Castello di Aghinolfo -Montignoso- Massa - Camperarcobaleno

Apertura al pubblico: si con barriere architettoniche presenti

 Open- no handicap accessible-Ticket

 Da visitare:Museo della Linea Gotica,il Lago di Porta

Info stradali e camper a fondo pagina

 

 

 

 

 

In direzione  Seravezza e Castelnuovo, usciti dall’autostrada Versilia e  proseguendo verso  Massa,arrivati alla località Ripa si svolta verso Strettoia in una strada un po’ angusta in salita per raggiunge uno spiazzo dove posteggiare agevolmente il camper (Via Palatina) e, proseguendo a piedi, si arriva al castello, un gioiello unico e raro che vale davvero un visita e la sua conoscenza.

In origine la sommità calcarea su cui poggia il castello era caratterizzata da un unico sperone roccioso che dominava la parte sottostante tra toscana e liguria.

 Di quasi certa origine Longobarda, viene sottaciuta l’ipotesi che questo maniero fosse stato costruito per volere del re stesso o da qualche suo feudatario.

Da un documento datato VIII secolo, viene posta alla luce la storia di Aginulfo, funzionario della corte longobarda,il quale  trovò il luogo particolarmente ameno, essendo anche a conoscenza che questo era stato già conosciuto ed utilizzato dai Bizantini.

Vengono però  poste in essere alcune ipotesi tratte da ricerche archeologiche sul basamento del castello, base in forma ottagonale costruita probabilmente da una legione romana per farne una semplice torre di segnalazione, visibile per centinaia di chilometri.

La sua incontrastata posizione di dominio e di difesa rendono la costruzione un ottimo punto di avvistamento e anche se oggi questa si presenta non in maniera originaria, rimane comunque un tesoro ammirevole.

Posto su una rocca, la cui sommità presenta uno sperone roccioso,la sua magnificenza esplode nel solo spettacolo che ci viene offerto dal panorama che vanta una vista sul Mar Ligure, sul Golfo di Spezia e Livorno regalando, nelle mattinate più limpide, scorci inestimabili sulle Alpi Marittime, sul Monviso e sul Marguareis, la  Corsica e le isole di Gorgona e Capraia, spettacolo che si ammira dalla sommità del torrione, ristrutturato pochi anni fa.

Testimone oculare delle dispute tra Lucca e Pisa per il possesso del maniero, lo sperone e i resti del castello medievale con una torre, vengono inglobati in una fortificazione di forma ottagonale e oltre a divenire a tutti gli effetti una fortezza ad uso militare è anche rifugio per la popolazione circostante.

E’ grazie alla testimonianza scritta di Giovanni Sforza che si conosce la sua esistenza nel 1494 quando cioè il castello diventa proprietà del Re francese Charles VIII di Borbone con l’idea di ristrutturarlo. Lo Sforza racconta l’imponenza del castello, delle sue alti torri, S.Francesco e S.Paolino, e delle bandiere che su di esse sventolavano ai venti provenienti dal mare.

Racconta delle mura che circondavano un territorio vasto con circa un ettaro di terreno, suddiviso in tre recinti distinti tra zona adibita a edifici per la popolazione e magazzini, la zona delle caserme a cui si accedeva tramite un ponte levatoio e il castello vero e proprio formato da una torre ottagonale e il mastio, collegato ad una torre rotonda. Chiudeva la zona una cappella, un mulino, un passaggio segreto da usarsi in caso di attacco nemico e una cisterna per la raccolta di acqua piovana.

Abbandonato dopo il 1799 dalla Repubblica di Lucca a causa dell'invasione Giacobina , il castello cominciò la sua decadenza aiutato,purtroppo, anche dalle continue razzie da parte degli abitanti delle zone limitrofe.

Travi, mattoni, finestre, porte vennero nel tempo rubate provocando danni irrimediabili al complesso e, a cornice di tutto questo,  nei primi anni del 1800 molte parti del castello vennero usate per costruire delle vere e proprie  rapide e cascate nella zona di Cinquale per cercare di limitare le febbri malariche che si diffondevano a macchia d’olio nella zona.

Infine ,durante la Seconda Guerra le truppe naziste se ne impadronirono e ne fecero una  postazione della linea gotica tirrenica,  apportando modifiche  come lo scavo di una trincea nella massicciata

Abbandonato sino al  1997 ,dal 1 Aprile 2001 finalmente lo si può ammirare nella sua bellezza; a seguito di numerosi scavi e ricerche archeologiche, molti reperti sono visitabili all’interno del mastio grazie a una installazione multimediale che spiega le varie fasi evolutive del castello.

 

 

TRA LEGGENDE STORIA

 

 

Teodolinda, figlia del duca dei Bavari,Garibaldo,  Regina dei Longobardi e Regina d’Italia, sposa in prime nozze Autari  e poi Aginulfo passando alla storia come colei che  promosse la conversione dei Longobardi al cattolicesimo.

 

Paolo Diacono, nella sua ‘Historia Longobardorum’ racconta che  Re Autari chiede in sposa Teodolinda e Garibaldo, acconsente all’unione. Ricevuta risposta, Autari parte in incognito per vedere la sua promessa sposa, insieme ad un vecchi servitore, suo fidato consigliere. Al cospetto del Re Garibaldo, Autari si fa passare da servo fidato del Re stesso con l’incarico di vedere la sposa per poterla così, al ritorno, raccontarne il suo aspetto. Autari, vedendo la bellezza della ragazza, ringrazia il Re e chiede di bere del vino in segno di amicizia. Teodolinda versa quindi da bere prima al vecchio servitore di Autari e poi a lui che, nell’atto di versargli il vino nella coppa da questo tenuta, le sfiora una mano. Teodolinda accorgendosi dell’atto, si confida con la sua nutrice la quale afferma che solo il suo sposo avrebbe potuto azzardarsi in qualche maniera a sfiorarla.

 

La data delle nozze è fissata per il 15 Maggio dell'anno 589 in Verona e alla cerimonia è presente Aginulfo e un indovino il quale, rivolgendosi a questo, gli predice che Teodolinda un giorno non tanto lontano sarebbe divenuta sua moglie.

Infatti Autari, dopo un anno di matrimonio, muore in circostanze misteriose, forse ucciso da un veleno, e Teodolinda convola a nozze con Aginulfo.

 

 

GPS: 44° 00' 30,28'' N

             10° 10' 04,93'' E

 

 -Da Nord

 Prendere l'autostrada A12, uscire a Massa e seguire la direzione per Massa, proseguire sulla SS 1 Aurelia e seguire indicazioni per Montignoso.

 Da Sud

 Imboccare l'autostrada A12, uscire a Versilia, continuare per Forte dei Marmi, svoltare sulla SS 1 Aurelia e seguire indicazioni per Montignoso.

 

-Sosta: sulla sponda del torrente Versilia in Loc. Cinquale, su asfalto a bordo strada, senza servizi ma comodo per i negozi e pista ciclabile lungomare. Gratuito e sempre aperto.

 

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Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

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(Lyla, Pastore Abruzzese, 11 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'