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Castello della Rancia-Tolentino

Castello della Rancia-Tolentino - Camperarcobaleno

Apertura al pubblico si con barriere architettoniche presenti

 Open- no handicap accessible

 Da visitare:Museo dell'umorismo nell'arte,Palazzo Parisani Bezzi

 Info stradali e camper a fondo pagina

 

 

 

 

In un ambiente ancora incontaminato, tra una pianura splendida fatta di campi seminati a grano e spruzzati qua e là di macchie rosse di tulipani, il Castello della Rancia ci viene incontro in una giornata calda e leggermente ventosa di un mese di giugno che porta con sé  l’atmosfera di una estate che con impeto prende il soppravvento sulla dolcezza primaverile . 

Il Castello infonde nell’aria tutto il suo splendore, scagliandosi nel cielo tolentino maestoso e possente con la sua lunga storia che arriva sino alle prime battaglie del Risorgimento Italiano.


Considerato a pieno titolo uno dei luoghi storici più belli ed affascinanti della provincia di Macerata,il castello si trova all'interno del territorio comunale di Tolentino, sul lato sinistro della vallata del fiume Chienti.

 Il lungo viale immerso nella calda campagna  porta sino al castello insieme ad un portale a ricordo della visita e della venuta in questo luogo di Pio VI mentre il lungo ponte in muratura con le sue grandi arcate sottostanti ci ricorda la presenza un tempo di un grande ponte levatoio in legno  che lasciava scorrere sotto di esso un placido torrente.

Le sue origini si perdono nel tempo del 14mo secolo, nato ‘sulle ceneri ‘della grangia cistercense  dell’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, che si trova a pochi chilometri di distanza da questo,  struttura adibita a ricovero di derrate alimentari per il sostentamento dei monaci  mentre il castello si innalza  con una torre dalle merlature ghibelline e da una struttura a pianta rettangolare.

Per questo motivo il Castello porta la denominazione di Grangia, derivante da ‘grance’, cioè nucleo rurale adibito solo ed esclusivamente a magazzino di prodotti agricoli

Intorno al 1350 Rodolfo II da Varano di Camerino, Capitano  della Chiesa nella Marca, intuendo l'importante funzione militare della struttura quale  difesa della valle , allontana i monaci che abitano l’abbazia   trasformandola così  in castello e solo alla fine del 1500 viene ceduta ai Gesuiti che trasformano la struttura in ricovero per i viandanti.

Di forma quadrangolare, il complesso è  concepito con  una cinta merlata rinforzata da tre torri angolari con il mastio, alto
30 metri,costituito da quattro piani che si collegano tra loro mediante una scala a chiocciola ,ripidissima e quasi angusta , i cui  primi tre provvisti di  volte a crociera.

 

Forniti di camini per riscaldare l’ambiente, questi spazi  erano usati quali alloggi per il granciano e per il castellano che qui vivevano.

Al piano seminterrato si accede mediante una antica scala in pietra i cui lati emanano l’acre odore dell’umido e, la cui luce entra grazie alla presenza di due alte feritoie a bocca di lupo.

Qui,la prigione del castello dove ancora oggi si possono vedere  grossi anelli in ferro infissi alle pareti usati per incatenare i prigionieri e alcune asce appese  mentre, in contrasto,  il piano più alto era usato quale punto di avvistamento e di guardia da cui la vista sulla ampia pianura si dipana in una scenografia quasi geometrica fatta da campi arati e varie sfumature di verde e di marrone.

Sui due lati attigui alla corte, che contiene in essa una  profondissima cisterna, si presentano due splendidi porticati posti uno di fronte all’altro con archi a tutto sesto sorretti da pilastri cilindrici in mattoni.

Al primo piano un altro porticato affianca un ampio salone, parte del castello con  funzione di residenza mentre il cortile porta ad una cappella barocca eretta dai Gesuiti.


CURIOSITA’….


Una leggenda vuole la presenza di una seconda grande cisterna dove  vennero sepolti molti dei caduti durante la Battaglia della Rancia nel 1815. Infatti qui si ricorda la prima battaglia del Risorgimento Italiano del 2 e 3 maggio 1815, quando Gioacchino Murat, Re di Napoli, si scontra con le truppe austriache uscendone poi sconfitto.


In  ricordo di tutti i soldati gettati nelle cisterne o nei pozzi c’è  l'Ossario del Rotondo non lontano dal castello. Qui una stele ricorda questa tragedia, dimenticata dai più, che recita:

"Qui - tra fiume e monte - nel nome d'Italia e per le armi di Re Gioacchino - il 2-3 Maggio 1815 - divampò la battaglia che il voto di Alessandro Manzoni - divinava - foriera di nuovi destini - per l'Italia rediviva - rifatta - consapevole - che un nome illustre - è meno testimonianza di un passato - che severo monito per l'avvenire.

Le ossa dei caduti - disseminati per questi campi - ricordino agli italiani - che mal si aspira a grandezza - ove il sangue dei morti - non arda - come fiamma animatrice - nel cuore dei vivi".


Una leggenda narra l'esistenza di una galleria sotterranea medievale che collegava il castello alla Basilica di San Nicola, posta nel centro storico di Tolentino. Il suo intento era quello di costituire una via di fuga per i castellani nel caso il castello venisse conquistato dai nemici.

 

Si vuole che nel  Castello della  Rancia  sia nascosto un tesoro, teoria confermata da  una mappa del Cinquecento che racconterebbe questa ipotesi, indicando anche  i sotterranei a cui si accedeva da un pozzo e da una scala a chiocciola. Il pozzo venne poi murato nel ‘700 per porre fine alle innumerevoli ricerche da parte di ladri e di cercatori. Si narra che molti di questi non rividero più la luce del giorno perché persi nei meandri degli innumerevoli sotterranei del castello ma da recenti studi e sopralluoghi, nessuno scheletro è stato mai trovato né tantomeno traccia di tesori.


Il castello ospita al suo interno il Museo Civico Archeologico intitolato a "Aristide Gentiloni Silverj", nella ala nord del Castello

 

GPS: 43° 12' 39,27'' N

        13° 16' 41,53'' E

 

- A14: uscita Macerata-Civitanova Marche,prendere la SS77
    uscire a Tolentino Est. 
    -Da Roma: uscita Orte, Terni, Foligno, S.S.77
    uscita Tolentino Sud. 
    -Da Firenze: uscita Val di Chiana, Perugia, Foligno, S.S.77
    uscita Tolentino Sud. 

 

Sosta: Vale Cartiere, parte di un grande posteggio su asfalto, con cs ma in un zona un po' isolata

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