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Canelli

Canelli - Camperarcobaleno

Lo maggior frutto di questa terra egli è il vino, qual riesce delicato, dolce et perfetto... 

(info camper a piè di pagina)

 

Arrampicata alla sua collina, Canelli è una affascinante cittadina composta da stradine strette, silenziose e scoscese, da muri vecchi e testimoni di epoche passate, di casette dignitose che mantengono viva la laboriosità e l’amore per le colline circostanti ricolme di vitigni, profumate di uve e di mosto, di campagna e di lavoro nei campi. Caparbi e sinceri, le persone del luogo, sempre con il cuore e l’occhio vigile verso quelle acque che scorrono fin troppo vicino a loro e che spesso invadono le strade e le loro cantine  per lasciare poi solo fango e disperazione. Ma questa gente è apparentemente diffidente, cruda, selvatica. E’ solo gente che sa quanto possa costare e quanto valore ha il lavoro nelle colline, il lavoro dei campi e quanta amarezza comporta il vedersi portare via tutto, in pochi secondi, in pochi attimi di alluvioni e distruzioni. E’ gente dall’animo sincero che si svela in poco tempo, accogliente e fiera, semplice ma decisa.

 Luogo di insediamenti dei  Liguri Statielli in epoca preistorica,  è con l’ epoca romana che si  sviluppa un primo centro rilevante di dove già si coltivava la vite con  il suo nucleo originario alla sommità della collina, dove sono ancora visibili alcuni tratti delle mura difensive medievali e nell’anno 961  Canelli  viene denominata  “città”.

Alla fine del XVIII secolo, si sviluppa l’industria Enologica del Moscato d'Asti e dell’Asti Spumante, ancora oggi una delle principali risorse.

Canelli è famosa pure per le cantine sotterranee di invecchiamento dello spumante, denominate ‘cattedrali sotterranee’, capolavori di architettura enologica e cantine storiche scavate nel tufo che formano un intreccio di gallerie sotto tutto l’abitato e  dove la temperatura costante tra i 12 e i 14 gradi favorisce la maturazione e la profumazione dei vini.

 Il loro fascino, velato sempre da una sorta di mistero e di leggende legate al luogo e alla popolazione,  è data dai loro diversi stili architettonici: volte a botte, a voltina, locali a navata unica o a più navate, anche su più livelli.

 Canelli è ‘vigilata’ dal castello di epoca medievale della famiglia Gancia il cui marchio di spumante è conosciuto in tutto il mondo. La sua è una storia importante, costruito quale edificio a difesa  e sosta della via di comunicazione che dal porto di Savona congiungeva Asti, è il Marchese Scarampi che vuole di questo un elegante palazzo secondo lo stile seicentesco, perdendo così buona parte di quell’alone triste e minimalista che possedeva per ospitare guarnigioni e truppe militari. E’ con l’inizio del 1900 che diviene proprietà dei Gancia i quali aggiungono due ali alla  pianta quadrata originale, richiamo agli antichi torrioni e fanno del parco  un prezioso esempio di giardino all’italiana. Il suo interno presenta stucchi policromi ai soffitti, decorazioni e affreschi che conferiscono un aspetto seicentesco insieme agli arredi, in un rigoroso rispetto e ricordo per quello che poteva essere il castello prima che le truppe spagnole lo demolissero. Le Cantine Storiche e il Museo è visitabile previa prenotazione.

 

 

Area sosta camper Piazza Unione Europea

 GPS  N 44°43'16.05" - E 8°17'43.31".

 

 

 

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(Lyla, Pastore Abruzzese, 12 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'