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Bussana Vecchia

Bussana Vecchia - Camperarcobaleno

Il paese degli artisti

 

 

Siamo vicini a Sanremo, in un borgo antico, Bussana. Fondata in epoca romana, col nome di nome di Armedina o Armedana, i primi insediamenti risalgono al 1050, data in cui i Conti di Ventimiglia iniziarono la costruzione di un castello a protezione delle frequenti scorrerie saracene.

Acquistata dalla Repubblica di Genova nel 1200, ebbe un graduale ma costante aumento della popolazione tanto che, si racconta,la la chiesetta del castello non riusciva più a contenere tutti i fedeli. A seguito di questo, iniziarono i lavori per la costruzione della chiesa, dedicata a  S.Egidio.

La storia di questo borgo può continuare ad assomigliare a tantissimi Bussana vive, nella notte del 23 Febbraio 1887, una terribile scossa di terremoto che distrugge case e vite.

Poiché questo era un borgo di povera gente, coloro che riuscirono a salvarsi dalla furia naturale e dalle macerie vissero per molti anni in prossimità di ciò che era rimasto dell’antico villaggio, in condizioni molto precarie per poi, dopo l’imposizione comunale, abbandonarla definitivamente.

Nasce così la Bussana Nuova, a pochi chilometri di distanza dall’antico borgo ,come spesso nascono nuovamente i villaggi colpiti da questi eventi naturali: nascono ‘un po’ più in là’ ma mai troppo lontani perché nessuno è disposto mai davvero a lasciare le proprie radici, le proprie tradizioni, i propri vivi e i propri morti.

E la Bussana di un tempo, quella distrutta,il cui destino è quello di rimanere in sospeso in un tempo che sembra non fluire mai più, abitata solo dai fantasmi, dalla paura dei suoi ultimi attimi di vita, rimane in silenzio, quasi dimenticata, avvolta nel suo dolore. C’è il tempo però di un’ultima Santa Messa, quella della Domenica delle Palme, che sancisce la fine di questo antico luogo, come se i rami di olivo in segno di pace volessero in qualche modo trovare il modo per riconciliare l’umana sofferenza e le forze naturali.

La rinascita del borgo abbandonato inizia nei primi anni del 1960 quando un ceramista di Torino, Mario Giani, e un pittore, Vanni Giuffrè, sognano di fondare una Comunità Internazionale degli Artisti a Bussana Vecchia. Un luogo  dove tutti gli artisti potessero esprimere la loro arte con lo scopo di far nascere ed ampliare sia il loro lavoro ma anche lo scambio culturale e di collaborazione tra tutti.

L’idea viene accolta con molto favore e piano piano molti artisti italiani e stranieri arrivano a Bussana tanto che nel 1970 si contano più di trenta ‘artigiani dell’arte’ che vivono e lavorano qui. La loro presenza fa sì che,in maniere diverse tra di loro, il degrado faccia notevoli passi indietro e che il vecchio borgo veda luce nuova. Molte le opere di restauro, molte le case riconquistate e ricostruite nella maniera più consona e attenta a quello che un tempo era un borgo medievale.

Oggi ogni parte di questo rinato villaggio è un’opera d’arte, voluta in primis da questi artisti e da tutti coloro che in questa idea hanno creduto e anche da chi ha avuto la caparbietà, l’amore e il desiderio di far rinascere un borgo così affascinante e storico facendola diventare ‘il borgo degli artisti’

Nasce così la Bussana turistica, un luogo rappresentato dalle botteghe di questi, dai murales,dalle sculture disseminate tra piazzette, vie e vicoli. Una grande isola pedonale da vivere tranquillamente, passeggiando e godendo di tanta bellezza e di tanto ingegno umano.

 (A.L.)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'