Brisighella

Brisighella - Camperarcobaleno

La Via degli Asini

Brisighella, antico borgo posto in terra romagnola,  è un luogo raffinato ed elegante.

La tranquilla e recente area sosta si trova nella parte nuova della cittadina, tra palazzine e villette circondate da graziosi e ben curati giardini.

La camminata verso il borgo aiuta a raccogliere le forze per poter passeggiare in questo borgo così interessante sia sotto il profilo storico che artistico.

L’ingresso ci è dato dalla Porta delle Dame, chiamata così in quanto, si racconta, i pellegrini e i forestieri erano qui accolti dalle signore del paese, probabilmente per rifocillarli dopo tanto cammino.

Il centro storico mostra tutta la sua bellezza nell’Antica Via del Borgo, strada coperta  e sopraelevata, anticamente era la barriera di difesa per la città medioevale. Nota quale “Via degli Asini”, questa ricorda che in questo luogo venivano posti a riposo questi grandi animali lavoratori, alla fine delle loro giornate fatte di carchi di pietre e di gesso dalle vicine cave mentre i loro padroni, i così detti ‘birocciai’ (dal termine ‘birocce’, carretti) riposavano nella parte superiore di queste case.

(A proposito dell’estrazione antica del gesso, Vi segnaliamo che dietro al Santuario della Madonna del Monticino, si trova il Museo Geologico all’aperto, nel luogo dove il gesso veniva estratto)

Questa strada, unica nel suo genere e forse unica al mondo, riceve la luce dalle ampie finestre ad arco di diverse dimensioni, che si affacciano sulla via sottosante che, un tempo,  era il limitare del borgo.

Sui colli che silenziosamente osservano  la cittadina, troviamo  i capolavori architettonici della Rocca, la Torre dell’Orologio ed il Santuario del Monticino.

La salita verso questi vede paesaggi inaspettati e unici nel loro genere è molto bella ma un po’ ardua. Ma ne vale la pena e il tempo è dalla parte di chi vuole godere appieno di una giornata alla scoperta di questo incantevole angolo.  A mano a mano che si salgono i numerosi gradini,la campagna  intorno e il panorama si fanno sempre più belli. Non c’è fretta nel cammino e non vi è posto più bello per godersi l’aria, insieme ai colori e i profumi di questa terra generosa.

Certo che la Rocca è raggiungibile anche col camper, seguendo le indicazioni per Riolo Terme, dove potrà essere parcheggiato con tranquillità in un grande piazzale dietro a questa.

Attenzione però alla salita un po’ impervia e all’altezza di un tornante basterà  svoltare verso una strada  sterrata sulla destra con l’indicazione "Torre dell'orologio"

Intanto che saliamo, ricordiamo un po’ la storia di quello che tra poco andremo a scoprire.

Verso la fine  del duecento, Maghinardo Pagani volle edificare quella che divenne poi  la fortezza più importante della valle del Lamone.

Sarà poi, nel 1310 ,Francesco I Manfredi, ad erigere su un altro spuntone di roccia la Rocca di Brisighella.

Rimaneggiata e completata dai Veneziani, questi raccordarono alla cinta muraria la torre più alta.

La rocca è posta su uno scoglio di selenite che domina il paese ed è visitabile il sabato e nei giorni festivi.

 A piedi o con un mezzo, a questa splendida antica struttura si accede percorrendo un breve viottolo che costeggia le alte mura e che conduce al portone di ingresso rivolto verso un giardino da cui la vista sul paese e sulla Torre dell’Orologio è bellissima .

Superato il piccolo ingresso, ci si trova in una saletta di passaggio che porta verso un vasto cortile interno. Da questo vi è anche un altro ingresso che conduce alla visita de il "torricino".

Purtroppo, nel torricino,  le prigioni e il pozzo a rasoio non sono  non visitabili e la visita si dipana in  una disagevole scala a chiocciola su cui si affacciano piccole stanze prive di finestre, un tempo luogo di riposo per i soldati che sorvegliavano la fortezza. In cima a questa scala si trova un’unica ampia stanza dalla forma circolare che era il posto di guardia.

Il Torricino è la parte  più antica dell’intero plesso e quella meno rimaneggiata.

Dal Torricino si può agevolmente percorrere per intero il camminamento di ronda, modernamente attrezzato e messo in sicurezza, cosicchè la visione dell’intera valle del lamone e dei campi coltivati si rende ancora più bella nella sua  interezza.

Da questo punto si può raggiungere anche la Torre dei Veneziani, caratterizzata da una lunga scala a chiocciola, più angusta della precedente, sulla quale si affacciano piccole stanze senza luce naturale.


La torre è composta di sei vani sovrastanti, i primi due adibiti a raccolta delle acque e sala delle torture, i successivi  ad uso abitativo del castellano, mentre l’ultimo era  un  punto di osservazione verso l’esterno e, grazie a delle  feritorie  poste sul pavimento, anche le zone vicine alle mura. 

La visita poi termina con la discesa verso il grande cortile interno e con l'accesso ai cunicoli sotterranei ,utilizzati per lo stoccaggio di derrate alimentari e delle armi.

La Rocca invece domina il borgo.  Edificata nel 1300, questa imponente costruzione  conserva le caratteristiche tipiche delle fortezze medioevali quali  le aperture nel muro ,per le catene dei ponti levatoi, i beccatelli , le caditoie e  i camminamenti sulle mura di cinta.

Pochi anni fa sono stai effettuati notevoli lavori di restauro edi manutenzione dell’intero plesso, per meglio usufruirne lo spazio e il luogo per attività culturali e sociali della cittadina.

Ora la Rocca è visitabile anche grazie ad un sistema di illuminazione che rende il luogo ancora più affascinante, all’imbrunire.

Infine ma non per ultima in ordine di bellezza, la Torre-Orologio con il suo quadrante a sei ore, eretto alla fine del 1200 quale luogo di controllo, mentre l’orologio porta la data di metà ‘800.

 

Camperarcobaleno ringrazia il Comune di Brisighella, l’Ufficio Cultura e Istruzione nella persona di Daniela Longhi, per la disponibilità

(A.L. Luglio 2016)

 

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'