Brescia

Brescia - Camperarcobaleno

-Alla Vittoria-

-Le Dieci Giornate-

-Il Castello-

-Brescia oggi-

-Area Sosta-

 

-Alla Vittoria- da Odi Barbariche- Giosuè Carducci

 


 

Scuotesti, vergin divina, l’auspice
ala su gli elmi chini de i pèltasti,
poggiati il ginocchio a lo scudo,
aspettanti con l’aste protese?(...)

 

 

 

-Le Dieci Giornate-

 

Abbiamo voluto iniziare questa piccola storia su Brescia lasciando che fosse Giosuè Carducci ad introdurla, ricordandola come città in cui furono vissute le giornate più cruente ed insanguinate di tutta la storia del Risorgimento italiano e con questo nostro racconto cercheremo di narrarvi insieme ai luoghi simbolo delle famose Dieci Giornate, le sue vicissitudini….

Nel 1836 Brescia è colpita da una infezione di colera che dilaga in tempi brevissimi sia in città che nelle campagne della provincia. La rabbia e il risentimento verso gli oppressori austriaci diventa sempre più acuto e il 23 marzo scoppia la rivolta, lo stesso giorno in cui la città di Novara soccombe ai tiranni. La sollevazione popolare è organizzata da un Comitato Clandestino, capeggiato da Tito Speri e da Don Pietro Boifava.

 A pretesto di questo è la richiesta del pagamento alla città di una multa imposta dal Maresciallo Haynau quale risarcimento per comportamenti per nulla collaborativi da parte dei cittadini bresciani..

Haynau, spietato austriaco soprannominato ‘la belva’ intima la resa entro mezzogiorno ma la popolazione non si arrende facendo suonare tutte le campane delle chiese bresciane. Gli austriaci cominciano l’attacco alla città bombardandola dal Castello, posizione ideale per avere tutto il perimetro della città sotto dominio.

Il terzo giorno di combattimento da Mantova giunge il Generale Nugent il quale porta con sé nuove truppe e organizza la difesa proponendo agli insorti di fermare l’attacco. Ma naturalmente la resa non è accettata.

Nei giorni seguenti vengono colpiti il Duomo, la Loggia, il Teatro e molte case degli insorti mentre a Porta Torrelunga Speri e i suoi riescono a farli indietreggiare sino a S. Eufemia.

Vengono creati dei cecchini i quali si appostano sui Ronchi e sulla Torre del Pergol nel tentativo di colpire gli austriaci appostati sul Castello mentre il comitato di difesa continua a non voler accettare nessuna trattativa difendendo la città ad ogni costo. I bombardamenti si concentrano a Torrelunga dove si sono alzate barricate ed è presente la maggiore difesa.

Haynau dà ai ribelli un ultimo avviso di resa incondizionata, pena la distruzione totale della città con il fuoco e con le armi

Purtroppo il popolo si difende combattendo più con la nobiltà dell’animo che con le armi mentre gli austriaci, dotati anche di possenti cannoni, distruggono e uccidono avanzando tra le vie della città. Il popolo che continua a resistere risponde con il grido di ‘Guerra, Guerra’. A questo grido i bombardamenti diventano più pressanti mentre durante un attacco viene ferito mortalmente Nugent.

Durante quella notte la situazione precipita, il popolo bresciano si rende sempre più conto che le forze cominciano a mancare e durante il consiglio prevale l’idea della resa. Alla notizia gli austriaci renderanno la città un luogo di massacro: tra uccisioni e incendi delle case, tra razzie di ogni tipo e violenze, Brescia soccombe il 1° di Aprile.

 Le fucilazioni continuarono nel tempo, sino al 12 agosto, quando Radetzky firmò l’amnistia. I prigionieri vennero prima chiusi nel Castello e molti di loro fucilati negli spalti è lì sepolti dai loro stessi compagni. 
L’insofferenza verso gli austriaci non si placò nemmeno davanti a questa ennesima barbarie e, ad esempio, Tito Speri continuò la sua lotta mettendo insieme un altro comitato insurrezionale clandestino che gli costerà la vita finendo i suoi giorni impiccato sugli spalti di Belfiore, a Mantova nel 1853.

Brescia è insignita della Medaglia d’Oro come Benemerita del Risorgimento nazionale, per le azioni patriottiche compiute

 

 -Il castello-

La visita ai Brescia parte dal Castello di epoca medievale e posta sul Colle Cidneo, a dominio della città. Risalente probabilmente all’età del bronzo, la prima e vera costruzione si ha come tempio dedicato al dio celtico Bergimus. 

L’avvento del Cristianesimo porta all’area del colle un aspetto più marcatamente sacro costruendo un martyrium paleocristiano in onore di Santo Stefano. Questo verrà modificato a tal punto da renderlo una basilica che verrà demolita nel XVIII secolo e di cui oggi rimane solo una delle due torri nota come Torre Mirabella. 

Dopo l’anno 1000 si ha la realizzazione di una vera e propria cinta muraria dove, al suo interno, prolificano edifici religiosi e piazze per lo svolgimento di fiere e mercati. 

Il periodo di dominazione viscontea porta a numerosi lavori di ristrutturazione delle vecchie mura e alla nascita della Cittadella Nova, cioè di quel territorio cittadino che è l’area del Broletto, del Duomo Vecchio e della Cattedrale di san Pietro di cui ad oggi rimane unica testimonianza il Mastio. 

Questo viene maggiormente difeso da un sistema murario costituito da sei torri, passaggi coperti (alcuni segreti) e ponti levatoi. In quest’epoca viene inoltre tracciata e realizzata al Strada del Soccorso. 

Quando nel 1400 Brescia passa al dominio della repubblica di Venezia, le mura vengono riprese e abbassate circondandole di fossati e terrapieni e del castello vi è la sola modifica delle torri che da pianta quadrata passano a circolare. 

La dominazione francese del 1500 porta nuovamente a sostanziali modifiche delle cinte murarie e il loro ampliamento porta alla demolizione del monastero di san Martino. Con il ritorno dei veneziani la fortezza viene dotata di edifici per il deposito di vettovaglie, caserme e polveriere. 

Sia nel periodo napoleonico che in quello di dominazione austriaca, il Castello non subisce modifiche né migliorie ma è usato come punto di difesa e di attacco, tanto che durante le Dieci Giorante di Brescia, partono da qui gli assalti più feroci al popolo in rivolta. 

Al Castello si accede mediante il portale cinquecentesco di ispirazione architettonica militare, ornato da un grande leone di san Marco e da vari stemmi dei rettori veneti 

Da questo si raggiunge il bastione di San Pietro con un pozzo del  500 a cui sono stati apposti due leoni in pietra nel 1890.  Sul versante opposto si nota il campanile del santuario di Santo Stefano e  la Palazzina  Haynau.  Lungo la palazzina degli ufficiali si ha l’imboccatura della Strada del Soccorso dove dopo si trovano gli edifici del Piccolo Miglio e del Grande Miglio, oggi Museo del Risorgimento. La porta quattrocentesca è detta Torre Coltrina e da qui si giunge alla cinta trecentesca con porta dotata di ponte levatoio; sulla destra si erge  la Torre dei Prigionieri.

Dalla Torre Coltrina si arriva alla Fossa dei Martiri, zona ben nota dove nel 1945 vennero fucilati dei partigiani ad opera dei tedeschi.

 

 -Brescia oggi-

Iniziamo la passeggiata in Brescia Risorgimentale con la visita a Piazza della Loggia, simbolo del dominio di Venezia e cuore della città. Sulla piazza spicca il Palazzo della Loggia, chiamato semplicemente  come ' La Loggia' di impronta tipicamente rinascimentale  costruito nell’arco di quasi un secolo per la direzione di Filippino de Grassi a cui segue quella del Palladio. A fianco della piazza si trovano i due Monti di Pietà, il primo quattrocentesco e il secondo costruito alla fine del Cinquecento, mentre al centro si erge il grande orologio astronomico.

la Piazza è  purtroppo nota nella nostra storia contemporanea per la  strage avvenuta il 28 maggio 1974.

Piazza della Loggia divenne importante per le Dieci Giornate del 1849 in quanto sotto le volte del palazzo municipale e nella piazza ebbero inizio le manifestazioni insurrezionali.
Dalle ringhiere della Loggia i duumviri si affacciarono dichiarando al popolo lì sotto riunito quali fossero le indicazioni degli austriaci e la popolazione, sfiduciata e ribelle, iniziò la lotta al grido ‘Guerra,Guerra,Vincere o Morire’.

 Emblema della lotta per la libertà rimane sicuramente la Piazzetta ai piedi del Castello che fu un luogo emblematico per l’innalzamento delle barricate da parte del popolo e dove oggi viene ricordato Tito Speri, uno dei più importanti uomini che guidò l’insurrezione e la difesa di Porta Torrelunga ,oggi Piazza Arnaldo.

 Di particolare importanza vogliamo segnalare inoltre la visita a ciò che resta de sistema murario della città, gli Spalti del Roverotto , Palazzo Bargnani che fu la sede del Comitato di Difesa, Porta Trento che all’epoca era detta Porta Pile e la borgata di Sant’Eufemia, luogo maggiormente popolato da quelli che gli austriaci definivano disertori e sovversivi. 

 

-Area Sosta-

 

Siamo spiacenti di segnalare che a Brescia non esistono aree attrezzate alla sosta camper, solo alcuni parcheggi di cui però non possiamo fornire notizie sicure...

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'

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