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Bice e un paese da reinventare

Bice e un paese da reinventare - Camperarcobaleno
Il mio camper, la mia casa....
Il mio luogo del cuore è un paese lontano, racchiuso tra monti e dominato da un freddo tremendo che da piccola raffiguravo come il disegno che appariva tra le pagine del mio libro di lettura di una classe delle elementari. Un uomo anziano, dalla barba bianca argentea arrivava su un paesino immaginario su una slitta trainata dal vento e buttava sui tetti delle case gelo e neve. Ricordo così il mio paese, piccole umile case unite a stalle e ovili, dalle luci fioche che apparivano dietro alle piccole finestre. E intorno il silenzio. Quel paese, quel mio paese non c'è più, distrutto dal terremoto, lacerato da un dolore che non passa ma si acutizza ogni nuovo giorno, che viene fuori da ogni ammasso di maceria, da ogni angolo dove la rassegnazione è difficile da ingoiare e dalle ignobili parole di promesse menzoniere. Siamo soli e già pensiamo a quell' anziano uomo dalla barba bianca argentea che sta per arrivare e ci troverà ancora qui, senza quelle case, senza quei lumini fiochi che sapevano di casa e di focolare. Siamo fortunati, la mia famiglia ed io, perche siamo vivi ma è una vita acre e da quel maledetto giorno è il nostro camper da farci da casa. Siamo al caldo, all'asciutto e da allora il nostro camper ci accoglie, ancora, non per girare il mondo come erano i nostri sogni ma per farci vivere. Ancora. Dove troveremo ancora la forza per andare avanti...me lo chiedo ogni mattina. Intanto c'è il nostro amato camper e voglio sperare che un giorno torneremo sulle strade del mondo per dire a tutti che il mio paese esiste, di nuovo. Bice

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Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

Chi abbandona un cane non è un camperista

Chi abbandona un cane non è un camperista - Camperarcobaleno

(Lyla, Pastore Abruzzese, 11 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'