Barga

Barga - Camperarcobaleno

Un antico borgo

 

 

Lo splendido borgo di Barga, non lontano da Lucca, si trova nel territorio collinare della Garfagnana, in un luogo ricco di storia antica e di bellezze naturalistiche e geologiche.

Dai reperti archeologici ritrovati, si nota che la zona venne abitata e conosciuta sin dalla preistoria. Qui vissero i Liguri, i Romani, i Longobardi. Fu terra di Matilde di Canossa e i Medici, da questa zona, trassero materie prime importanti rendendo il borgo importante e ricco.

Terra composta da borghi antichi e da strade tracciate dai Romani e vissute nel Medioevo quando i vari ordini monastici e cavallereschi  le proteggevano,  per consentire ai pellegrini un viaggio tranquillo, al riparo di incursioni e di rapine da parte dei vari briganti.

La via non era certo facile da percorrere come non è facile la morfologia di questi luoghi: anguste e buie gole,grotte e rocce profonde scavate dall’erosione dell’acqua e dall’asperità del clima,paesaggi scoscesi ricoperti da un fitta vegetazione. Una cornice irreale quale può essere lo scenario usuale di un tempo qual è stato il Medioevo.

Anche Barga risentì, nella storia più vicina a noi, dell’amaro problema dello spopolamento urbano per le poche risorse lavorative che offriva e si vide, inoltre, luogo di passaggio della famosa ‘Linea Gotica’ vivendo in maniera diretta la tragedia del fronte nella Seconda Guerra Mondiale.

Splendido borgo antico, situato a 410 m di altitudine,Barga  è racchiusa attorno al suo Duomo posizionato nella parte più alta della cittadina .

Lo si raggiunge mediante una fitta rete di stradine acciottolate e gradini che costeggiano case in pietra e scorci panoramici sulle valli e sulle Alpi Apuane. Il Duomo,al suo esterno, è impreziosito da un bellissimo giardino curato, l'Arringo, luogo in cui anticamente  si riuniva l‘assemblea della comunità. Da qui il panorama è unico e splendido anche nelle giornate di pioggia e di nuvole basse,dai Monti delle Pizzorne fino agli Appennini, passando per le Alpi Apuane 

La parte più antica della costruzione risale all’anno Mille ma la struttura venne ampliata e modificata in vari momenti come viene evidenziato dagli elementi architettonici romanici e gotici.

L’attuale facciata(quella più antica è oggi posta sul fianco sinistro della struttura) è composta da bozze di pietra Alberese di Barga. Qui la porta maggiore presenta un arco scolpito a foglie di acanto con un architrave a bassorilievo con una bellissima raffigurazione di una scena della vendemmia. 

L’interno è impreziosito da opere del XIII secolo come il pulpito marmoreo di scuola comacina e un crocefisso del XV secolo.

Vicino al Duomo, accanto ad una scalinata, un ricordo in pietra della poesia di Giovanni Pascoli ‘L’Ora di Barga’.

Ma Barga non è solo il suo magnifico Duomo, questo è un borgo rimasto nel tempo integro per volontà dell’uomo, un luogo dove la scenografia naturale e civile è rimasta tale nel tempo. Le sue caratteristiche vie che si inoltrano in salita seguono le case in pietra finemente decorate e composte, stretti viottoli si inerpicano faticosamente per poi aprirsi in piccole e romantiche piazzette dal sapore antico dove botteghe di artigiani offrono le loro opere.

Il suo centro ,racchiuso da possenti mura, racconta vite antiche e odierne, luoghi dove ancora oggi ogni piccolo giardino o fiore allieta la salita del turista verso la sua cima e dove ogni arco che trattiene due edifici vicini riporta un segno di unione e forza.  Un Museo sotto il cielo, una storia da raccontare ancora oggi per meglio apprezzare la bellezza, anche umana.

(A.L.)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'