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Aura e un Paese tra le Dolomiti

Aura e un Paese tra le Dolomiti - Camperarcobaleno

Una fatina della montagna e la sua favola

 
 
Eccolo lì il luogo del mio cuore,un paese adagiato in una valle tra le montagne,tra le Dolomiti. Lì ci sono le mie radici,lì ci sono i miei ricordi,la mia famiglia d'origine,il mio mondo,quel mondo che mi ha vista bambina,poi fanciulla ed infine donna. Amo quelle cime che fanno da cornice,l'Auta,il Mulaz,il Civetta,il Focobon,con uno sguardo si abbracciano tutte,sembra di poterle toccare semplicemente allungando le mani. Quando torno lassù,nella mia valle,salgo alla chiesetta del paese e,seduta su una panchina,ammiro il sorgere del sole che pian piano fa capolino dalla montagna ,si insinua nelle vie,sui tetti delle case,gioca con la rugiada dei prati e fa risplendere l'erba. Attorno c'è un gran silenzio,interrotto ogni tanto solo da qualche rintocco di campana,il paese sta uscendo piano piano dal riposo notturno,si sta ancora stiracchiando ed io assorbo tutta la magia di questi momenti e con la mente torno indietro nel tempo.
Ricordi...ricordi...ma quanti sono? Mi rivedo da bambina correre sui prati,giocare,raccogliere nocciole,nascondermi nei covoni di fieno,salire sugli alberi,sempre a contatto con la natura ed eccomi al torrente a fissare la sua acqua limpida scorrere,rimbalzare tra i sassi,formare vivaci cascatelle e sentirne il suono argentino.  Ma uno dei regali più belli era la neve,adoravo quei bianchi fiocchi che scendevano prima lentamente e poi più forte,mi piaceva stare la sera col naso appiccicato ai vetri a guardarli e  "ascoltarli" scendere e piano piano coprire tutto,mi piaceva "il silenzio della neve" ,quella coltre bianca che ovattava tutto e nello stesso tempo mi parlava,mi raccontava di mondi fantastici,di folletti,animava le mie fantasie. Ma la neve non era solo questo,era anche lunghe corse sulle slitte,giochi che mi facevano sprofondare in quei soffici cumuli bianchi,dolci scivolate sui pattini,allegri falò durante le feste.
L'inverno era lungo,l'arrivo della primavera spesso tardava ma quando arrivava era una gioia,la natura si risvegliava,spuntavano i bucaneve e la neve lentamente si scioglieva e noi finalmente toglievamo giacconi e scarponi. Con pazienza aspettavamo di vedere i prati colorarsi di fiori : gigli , scarpette della madonna, genziane e genzianelle,margherite,campanelline,viole,notiscordardimè,
ranuncoli..una gioia per gli occhi.  Al contrario della stagione fredda l'estate passava in fretta e arrivavano i meravigliosi colori autunnali,il bosco si tingeva di giallo e rosso e la natura somigliava ad un acquarello con tinte calde e camminando nei sentieri mi piaceva sentire il rumore dei miei passi sulle foglie cadute mentre risuonavano anche i colpi delle accette dei paesani intenti a preparare la legna per l'inverno.
Ma è arrivato anche il giorno che ho dovuto lasciare Caviola,il mio paese,la mia vita è continuata in città, inevitabilmente ne ho una gran nostalgia,lì ho imparato ad amare la natura,la semplicità della gente di montagna,la sua tenacia ed è per questo che dentro di me mi sento e sarò sempre una "montanara".

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Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

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(Lyla, Pastore Abruzzese, 12 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'

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