Asti

Asti - Camperarcobaleno

La città del Palio

(info sosta camper a piè di pagina)

 

 

Immersa tra le colline del Monferrato, Asti, ‘la mia Asti’ deve essere visitata  a piedi,lentamente. o come oggi va di moda dire ‘slowly walking’ perchè passeggiare per le sue strade e per le sue piazze significa non solo il visitare un museo a cielo aperto ma soprattutto coglierne ogni bellezza antica, ogni sussulto d’ali di cui questa splendida cittadina è piena.

Il patrimonio architettonico di questa città è talmente grande da considerarla a pieno titolo una delle principali città d’arte piemontesi. Il suo centro storico è ricco di monumenti e di testimonianze storiche e culturali che mai si possono trovare in una cittadina simile.  Il suo aspetto medievale va di pari passo a quello ottocentesco, tra piazze, palazzi,chiese in un turbinio di eleganza  e sobrietà. Non manca certo il colore dello stile liberty nei suoi caffè, nei suoi eleganti ritrovi, tra velluti bordeaux e specchi d’altri tempi.

Su Asti non basterebbe scrivere un libro, per invitarvi  a trascorrere uno solo giorno tra queste vie e assaporare il profumo dello spumante e dell’elegante tempo che, ahimè, anche qui inesorabilmente, passa via.

Cultura, tradizione, arte, storia. E buon vino….ecco quello che Asti Vi offre…Via spettiamo assaporando insieme una fetta della Torta del Palio, o un Bonet, un Castagnaccio, un Cremino o una Pasta di Meliga...ce n'è per tutti i gusti.

 

 -Chiesa Collegiata di San Secondo

 Dedicata al Santo Patrono della città, sorge sul luogo della sua sepoltura e nella cripta è conservato il reliquiario cinquecentesco contenente le ossa del martire astigiano. Questa è la parte più antica della costruzione, risalente  al VIII secolo mentre  tra il XIII e il XIV viene costruita la parte in stile gotico con pianta a croce latina, rimanendo solo testimone dello stile romanico, il campanile.

La facciata, con la tipica impostazione romanica, presenta un rosone in laterizio con alcuni elementi rinascimentali.

La cappella di San Secondo, al suo interno, è in  barocco piemontese, affrescata nel 1779, in cui vi è l'esposizione permanente delle bandiere e dei Palii antichi tra cui quelli con  l'immagine del Santo a cavallo e gli stemmi di Casa Savoia.

Le dieci bandiere di seta, esposte sotto vetro perché le più antiche, di colore bianco e rosso ,risalgono al 1600 e riportano scene della vita di San Secondo.

Di grande bellezza è poi il grande polittico quattro-cinquecentesco di Gandolfino da Roreto  raffigurante l'adorazione dei Magi mentre il suo altare, in marmo nero di Mondovì e rosso di Francia, presenta al centro la statua di San Secondo.

 

-Complesso di San Pietro in Consavia  

 

Il Complesso del Battistero di San Pietro, è  costituito da vari edifici: la quattrocentesca Chiesa quadrata, l’adiacente Rotonda con la sua torre della metà del XII secolo e il Chiostro ( destinato un tempo  ad Ospedale dei Pellegrini) ed una a casa priorale, oggi Museo Archeologico.

La chiesa principale in forma quadrata viene  realizzata in stile rinascimentale con decorazioni in terracotta, affreschi del XVII secolo.

Il battistero ottogonale romanico risale al X-XII secolo e fu costruito simile al Santo Sepolcro di Gerusalemme dall’Ordine dei Cavalieri di Rodi e di Malta  e qui venivano ospitati i pellegrini in cammino sulla Via Francigena.

Il primo nucleo, copia del luogo santo ,venne iniziato dopo il 1000 quale aiuto a coloro che non potevano recarsi in Palestina.

Seguono poi, tra il XIII e il XIV secolo, la chiesa su tre corpi di fabbrica, disposti a semicerchio accanto all’edificio religioso, modellando così una corte interna. Infine, nel XV secolo, vi fu un nuovo ampliamento con l’aggiunta di un edificio a pianta quadrata.

‘La Rotonda del Santo Sepolcro’ è un fabbricato in mattoni e arenaria di tipico impianto monferrino risalente al XII secolo con una fonte battesimale in marmo risalente al 1500.

A pianta circolare al suo interno, con otto colonne congiunte tra loro da archi a tutto sesto, il perimetro esterno è invece poligonale. Gli architrave e gli archi della rotonda presentano decorazioni in pietra arenaria del XII secolo con immagini zoomorfe, cornucopie ed elementi vegetali.

Passata poi sotto la giurisdizione ecclesiastica e definitivamente chiuso l’Ordine Gerosolimitano, perse la sua caratteristica architettura con vari interventi architettonici.

Le sale del piano superiore ospitano il Museo Archeologico e il Museo Paleontologico, nato nel 1979 dopo vari interventi di ristrutturazioni conservativi che riposero l’intero complesso alla sua originaria struttura medievale.

 

-Le Mura

 Le Mura di Asti sono state costruite su precedenti  punti fortificati del periodo romano e longobardo. Visibile solo  la parte nord occidentale, è però facile rintracciare parti di queste inglobati negli edifici, tra cui nel Santuario della Madonna del Portone.

 Importanti sono le porte di accesso tra cui Porta Torre e Porta Arco, le più antiche. Sugli architravi di ognuna di queste porte era raffigurata una immagine che poteva essere l’ immagine della Madonna,  di San Secondo, o quella del Santo protettore del rione dove la porta era situata.

La prima cinta muraria di Asti, racconta la storia, cingeva solo i palazzi del potere e le abitazioni dei nobili astigiani mentre il suo spessore consentiva i camminamenti di ronda.

 

-Torre Troyana

  

Emblema  della città, questa maestosa torre civica medioevale si trova vicino al Palazzo Ducale, affacciata sulla centralissima piazza Medici nel Rione San Secondo.

In muratura a vista, in  pianta quadrata di circa 5 metri per lato e alta ben 44metri, è caratterizzata da 12 bifore con archi a tutto sesto ripartite sui tre livelli e da una parte terminale con tre ordini di archetti ciechi costruiti in cotto e arenaria .

 Eretta alla fine del XII secolo, divenne proprietà della famiglia Troya, ricca famiglia aristocrazia mercantile.

Nel Quattrocento passò di proprietà del Comune e venne  installata la campana sia  per scandire il tempo sia per dare avvisi di interesse generale. L’odierna campana risale al XVI secolo ed è tra le più antiche funzionanti in Piemonte. Nel terzo livello troviamo lo stemma cittadino con la scritta ASTI. Il piano con la merlatura è ora raggiungibile da una scala lignea di ben 199 gradini da cui la vista sulla città è ineguagliabile.

 La torre si affaccia sulla  piazza  dove domina  la fontana dell’Acquedotto, tipico esempio Liberty, installata nel 1908 per celebrare la costruzione dell’acquedotto municipale.

 

-Domus Romana

La Domus Romana, visibile in zona Torre Rossa,  è l’esempio tangibile della presenza civile romana nel territorio alla fine del I secolo a.c. La domus è un’ abitazione privata, probabilmente ad un unico piano in cui si trova un mosaico in coccio al centro di quella che oggi noi possiamo definire la sala da pranzo. Il mosaico è in vari colori e dentro due cornici a tessere bianche e nere sono raffigurati pesci e ramoscelli d'edera, in una ambientazione di rara bellezza ed eleganza

 

-Palazzo Civico

Il Palazzo di Città, sede del Consiglio Comunale  e del Consiglio del Palio, è un edificio barocco pur essendo stato edificato in epoca medioevale.

 Divenuto nel 1558  sede del Comune  grazie alla donazione da parte di Emanuele Filiberto , il palazzo venne completamente rifatto ed ampliato per opera dell’architetto Benedetto Alfieri il quale creò anche aree per i commercianti.

 Anche se i lavori dell’Alfieri terminarono nel 1741, le decorazioni dello scalone furono ideate nel XX secolo con la raffigurazione di quattro personalità famose della città: Benedetto Alfieri, Giovan Giorgio Alione,  Giuseppe Maria Bonzanigo e  Alberto Castigliano

 

-Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Gottardo

Raro esempio di Gotico piemontese, il Duomo dedicato all’Assunta e a San Gottardo fu realizzato nella prima metà del XIV secolo per volere del Vescovo Arnaldo De Rosette.

Le origini francesi del religioso influenzano notevolmente i tratti architettonici e decorativi della chiesa  mentre la sua grandiosa mole  ricorda le cattedrali-fortezze del sud della  Francia.

Nel diciottesimo secolo Bernardo Vittone si occupa di prolungare l’edificio realizzando le sagrestie eliminando le costolature delle volte.

Splendide  le decorazioni a motivi zoomorfi e vegetali di tradizione locale e la rappresentazione di “Maria fra gli angeli, apostoli e santi”.

Altro elemento distintivo lo stemma dei Pelletta, inserito per ricordare il contributo monetario offerto dalla famiglia per realizzare l’ ingresso.

Spiccano per bellezza le decorazioni scultoree dell’ingresso principale, le mensole e il capitellino.

Le navate, il transetto e il tiburio sono affrescati nel periodo settecentesco mentre si trovano  molte opere pittoriche di Gandolfino da Roreto e del  Moncalvo realizzate tra il quindicesimo e il diciasettesimo  secolo.

Gli arredi lignei sono attribuiti al Salario e al  Varale mentre l’altare centrale è opera di Benedetto Alfieri.

Termina l’interno il fonte battesimale del quindicesimo secolo, ricavato da materiale romano e due acquasantiere, una  pre-romanica e l’altra gotica  su capitelli romani.

Chi, come noi, trova il fascino musicale e manifatturiero negli organi, scoprirà la realizzazione nei due presenti in cattedrale, opere di  Grisanti del diciottesimo secolo, l’altro dal Serassi del diciannovesimo.       

 

 

Area sosta camper Piazza del Palio

GPS: 44° 89' 69,4" N 8° 21' 03,50 E

Illuminata, scarico, acqua, tranquilla ma posteggio possibile anche per mezzi pesanti.

Comoda per il centro città 

  

 

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'