Apricale

Apricale - Camperarcobaleno

Un borgo a gironi

 

 

Lungo la valle del torrente Merdanzo,i luoghi ispiratori de' Il Barone Rampante’ di Calvino,  si trova , arroccato su uno sperone di roccia, Apricale.

Il suo toponimo, “aprico” (soleggiato) spiega bene la sua inusuale posizione,su un costone ripido che sembra toccare il cielo.

Qui la storia inizia all’età del bronzo come testimoniano ritrovamenti di  tumuli sepolcrali tra cui, il  più importante, un tempo formato da ben  10.000 pietre, dedicato ad un giovane  principe guerriero.

 Il borgo vero e proprio nasce nel  X secolo grazie ai Conti di Ventimiglia passando poi nei tumulti storici fino ad arrivare ai giorni nostri

La caratteristica del paese,di cui davvero vi invitiamo a conoscere,  è l’aspetto scenografico del luogo, un agglomerato di antiche case in pietra la cui sommità è dominata dal suo Castello con una struttura urbanistica di stampo medievale la cui atmosfera sembra poter essere toccata con mano.

Apricale è fatta da vicoli  stretti che tra loro si intersecano per diventare un fitta rete di scalinate, vie, ripide passaggi speso coperti da archi che ‘tengono in piedi’ tra di loro altrettanto stretti e pietrose abitazioni dal fascino antico e gentile.

Il suo schema è a gironi, lunghe e intricate vie che si avviluppano verso il Castello disponendosi in semicerchio circondando l’anello pianeggiante dell'antico Carugio Cian.

La salita verso il centro e il Castello è disseminata dai famosi e colorati “murales”che rappresentano scene di vita locale e contadina,  dipinti tra il  1960 e ’70 dalla comunità di artisti.

Da qui si puà giungere in via degli Angeli, dove si trova l’antico forno comunale che ha sfornato pane sino all’alba della Seconda Guerra Mondiale.

 Vicino a questo, considerato a tutti gli effetti un vero e proprio monumento storico, si trova il “Carugètu, il più stretto e claustrofobico  vicolo che misura, in alcuni tratti, meno di un metro.

In cima al colle troviamo la “Torracca”, più slargo che vera e propria piazza, dove si incontra la Chiesa Parrocchiale, il Palazzo del Comune e il  Castello della Lucertola. 

Quest’ultimo è sede del Museo della Storia di questo borgo antico, raccontata grazie alle memorie e ai documenti storici ma è anche un punto di incontro artistico e culturale importantissimo grazie alle numerose testimonianze fatte di dipinti, disegni, grafici e sculture donate ad Apricale da  numerosi artisti tra cui Lele Luzzati.

Il borgo è raccolto intorno alle antiche porte medievali conservate nel tempo di cui una racconta ancora del lungo periodo di carestia subita dagli abitanti nel 1764: ‘fame ubique’.

Lo scenario intorno ad esso è quello di una campagna composta di famosi e ruvidi terrazzamenti liguri, aspri e scoscesi, intriganti e faticosi, aggrappati a questi pendii dove la terra da coltivare è pesante,ingrata. Piccoli fazzoletti di orti ingentiliti dai colori argentei degli ulivi, alberi millenari e contorti, alberi nobili trattati con dolcezza e passione. 

(A.L.)

 

 

 

 

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