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Anna e Borgo a Buggiano

Anna e Borgo a Buggiano - Camperarcobaleno
Alleluia Gina!

I miei nonni materni erano di Borgo a Buggiano. Li’ erano nati,li’ avevano vissuto e li’ erano morti. Ma io  Borgo me lo tengo sempre nel cuore perche’ ci ho passato tutte le estati della mia infanzia,con mia madre. Mio padre lavorava in città e cosi’ mia madre passava con i suoi genitori un intero mese e io naturalmente stavo con loro. Borgo e’ un paese piccolissimo ma ai miei occhi di bambina sembrava enorme. Ricordo la piazza, unico luogo di incontro tra le persone del paese e dove vi era un unico negozio di alimentari che vendeva latte,uova,pane,olio e olive. Nient’altro. Se qualcuno aveva bisogno di qualcos’altro,la signora dietro al bancone prendeva nota su un foglio e dopo alcuni giorni il richiesto era disponibile nel negozio. Quindi, mai urgenze...Non so nemmeno, alla luce di oggi, se davvero quel negozio vendeva perche’ in fondo tutti disponevano di una gallina per le uova, quasi tutti di una mucca per il latte, sicuramente tutti di farina e un forno per il pane e tutti,ma davvero tutti di olive per l’olio. Ricordo che l’olio nel negozio era tenuto in enormi giare, a fianco dell’entrata proprio dopo due gradini consumati in pietra, da cui pendeva sempre un mestolo che lasciava cadere per terra gocce d’olio facendo brillare il vecchio pavimento. Mia nonna, ogniqualvolta si stava per varcare la soglia pronunciava sempre la stessa frase che secondo me diceva ormai in maniera meccanica ‘stai attenta a non scivolare quando scendi i due gradini’.

La grande casa di famiglia era nella via principale, una casa di piu’ piani avvolta dai pavimenti in legno scuro che emanavano sempre un forte odore di cera solida. Nelle calde sere d’estate, dopo la cena, mia nonna poneva davanti alla porta che dava sulla strada, le sedie sia per lei che per noi e li’ passavamo la serata, sedute in fila davanti a casa, chiaccherando con le altre donne che a loro volta erano sedute davanti alla loro casa. Mai vicinissime, mai in circolo, una via disseminata da sedie di ogni foggia davanti ad ogni uscio e la via era lunga...dove si sentiva solo un continuo ronzio di voci. A volte, nei tardi pomeriggi, mia madre e mia nonna prendevano la bicicletta e andavamo in un podere fuori del paese per trovare una loro amica, Lateresa. Si,perche’ non si poteva certo chiamare comunemente Teresa ma Lateresa. Per tutti. Teresa si vedeva poco in paese, aveva il podere piu’ in cima della collina e piu’ grande di tutti ma lavorava sempre, anche alla domenica, e cosi’ ognitanto qualcuno,per vedere se era tutto in ordine, andava a trovarla. Teresa era zoppa da una gamba perche’ in tempo di guerra fini’ accidentalmente sotto un carro di un uomo che non era del paese ma,si diceva, passava di li’ ognitanto per portare armi ai partigiani. E la mise sotto. ‘Povera Lateresa’ bisbigliava mia nonna tornando a casa, ‘zoppa e con un marito sempre ubriaco’. Era vero. A Borgo non ci si annoiava mai. Ricordo che quando qualche donna passava davanti alla casa di mia nonna, in bici o a piedi che fosse, gridava sempre ‘Alleluia Gina’ e dall’interno, spesso dalla cucina che era il suo regno, mia nonna rispondeva ‘Alleluia’ anche se magari non avesse nemmeno l’idea di chi fosse a salutarla.

 Quando i miei nonni morirono mio zio e mia madre vendettero la casa e tutto fini’. Ci sono tornata in quel paese, ci sono tornata la prima volta dopo anni cercando ancora gli odori di pesche e di uva fatta seccare nei solai, di olio lasciato a riposare nelle giare, il rumore delle voci di quelle comari in fila nelle sere d’estate, delle campane della chiesa che suonavano alla domenica e ho cercato il velo grigio che usava mia nonna per la messa ma non ho trovato piu’ niente. E’ tutto cambiato. Andate in quel meraviglioso paese, scopritelo perche’ e’ meraviglioso. Io non ci andro’ piu’ perche’ me lo tengo sempre nel cuore.

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Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

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(Lyla, Pastore Abruzzese, 12 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'