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Alessandria

Alessandria - Camperarcobaleno

l'Antica Alessandria della Paglia

(info sosta camper a piè di pagina)

 

Alessandria, fondata intorno alla metà del XII secolo da Guglielmo il Vecchio, deve il suo nome al pontefice Alessandro III, sostenitore della lega lombarda e avversario dell'Imperatore del Sacro Romano Impero Federico Barbarossa.

Dopo la Pace di Costanza e su disposizione dell'Impero, la città cambia il nome in  Cesarea.

Diventata Libero Comune, la città viene riconosciuta quale  Alessandria della Paglia o Alessandria della Palude,  per le sue fortificazioni in paglia e fango.

Passata a far parte prima del Ducato di Milano sotto i Visconti e poi a quello degli Sforza,  entra nei domini di Carlo V ed è in questo periodo di dominio spagnolo che Alessandria diventa una piazzaforte militare ottenendo anche un ruolo importantissimo negli scambi commerciali con Genova e Pavia.

Con il Trattato di Utrecht si ha il passaggio del territorio alessandrino al ducato di Savoia prima ed al Regno di Sardegna poi mentre la cittadina rinforza le sue difese con la costruzione, da parte dei Savoia, della cittadella.

A causa della sconfitta subita dalla Francia napoleonica, Vittorio Amedeo III di Savoia sottoscrive l'armistizio di Cherasco cedendo ai francesi anche la città di Alessandria.

La proclamazione del Regno d'Italia  porta alla città un notevole  sviluppo industriale e sociale.

 

-Piazza della Libertà, antica piazza della città, un tempo  sede dell’antico Duomo di San Pietro fatto demolire da Napoleone, qui sorgono i più importanti palazzi della città.

 -Il Municipio, detto  Palazzo Rosso per il colore della sua facciata,l'imponente Palazzo Ghilini, in stile barocco piemontese, sede della Prefettura ,Palazzo Cuttica di Cassine in gusto rococò e neoclassico.

 -La Cattedrale di San Pietro con la seconda torre campanaria più alta d’Italia in  stile neoclassico, il Palazzo delle Poste e dei Telegrafi, in puro stile razionalista con un importante mosaico che racconta la storia dei servizi postali e telegrafici.

 

Da non dimenticare il Museo del Cappello Borsalino, ospitato all’interno della  sede della fabbrica di cappelli, fondata nel 1857 da Giuseppe Borsalino, che ha reso Alessandria famosa nel mondo con una esposizione di circa 2000 esemplari esposti negli storici armadi della Borsalino

 

Da gustare e da non perdersi per nulla al mondo, il pollo alla Marengo (pollo condito con gamberi di fiume e uova), i rabaton (rotolini di spinaci, ricotta ed erbette bolliti in acqua calda e successivamente gratinati al forno con formaggio, burro e salvia), la farinata (chiamata anche bela cauda, è una torta di ceci di antica origine genovese), il Lacabòn, dolce a base di miele e albume, polenta dolce di Marengo, meardini, e gallinotti al rum, mandrugnin, nugatelli, torta albanese e farciò.

 

 

Area sosta in parcheggi misto ad auto:

 -Localita Porta Marengo

 GPS: N 44.91043, E 8.63076

 

 -Corso Acqui

 GPS: N 44.88725, E 8.58459 

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'