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9° tappa: Lugo-Sestola

9° tappa: Lugo-Sestola - Camperarcobaleno

18 Maggio 2014: la nona Tappa del Giro d'Italia 2014

La Torre di Oriolo dei Fichi

 

 

Siamo nel territorio della splendida cittadina di Faenza, celeberrima località grazie alle sue ceramiche, conosciute nel mondo. Al di là della città e dei suoi tesori artistici e storici, troviamo un piccolo  un piccolo nucleo abitato: Oriolo dei Fichi di cui vale la pena davvero visitare e conoscere.

Oriolo è composto da un nucleo storico comprendente  la chiesa parrocchiale intitolata a Sant'Apollinare e una piazzetta triangolare circondata da abitazioni che accolgono circa venti residenti.
Attorno al borgo e all'antica torre si sviluppano le colline faentine dove il vino è l’eccellenza del luogo, dal Sangiovese, all’ Albana, al Centesimino, vitigni autoctoni tra i  più coltivati.

Nel 1017 Arnaldo II, Arcivescovo di Ravenna fece . Fu qui costruire un castello che divenne così importante da far diventare Oriolo un Comune Rurale .Nel 1474, Carlo II Manfredi , Signore di Faenza, compera dall’Arcivescovo Bartolomeo Roverella il vecchio castello che viene  ristrutturato e trasformato in rocca ad uso militare. Ricostruita la torre dotandola di robusto mastio esagonale , viene fortificato l’accesso per mezzo di due spessi muri dotati di camminamenti .

Tra assedi, saccheggi e varie proprietà  tra cui quella della Repubblica di Venezia,  la Rocca di Oriolo vengono alla fine assegnati a Faenza.

Abbandonata a se stessa, i pochi abitanti del luogo pensarono utilizzare i suoi mattoni per la costruzione di altre dimore lasciando così ‘integro’ la parte della Torre e alcuni ruderi.

Solo con la seconda metà del ’700 la proprietà viene ceduta a privati adibendola  ad abitazione per  mezzadri.

 Durante la Seconda Guerra Mondiale, nell’autunno del 1944, la Torre venne utilizzata quale  rifugio per alcune famiglie fuggite e anche sede di un presidio tedesco che utilizzava la Torre come punto d’avvistamento. Questo portò ad essere  bersaglio di parecchi lanci di granate, resistendo a queste grazie allo spessore dei muri perimetrali.

Abbandonata dopo la fine del conflitto, la Torre venne donata alla Città di Faenza e iniziati i  lavori di restauro e oggi, grazie ad una associazione, la Torre è aperta al pubblico e a lei è stato restituito il suo antico splendore.

 

Di forma esagonale irregolare presenta al suo interno sei piani. La cisterna per la raccolta dell’acqua piovana e la  fossa di scarico. Il magazzino per le provviste con una sala rettangolare dove spicca una nicchia entro la quale si trovano il forno per il pane ed un foro da cui venivano gettati i rifiuti. La sala delle guardie, l’ingresso,  con due postazioni di tiro e di ‘servizi igienici’.La più comoda sala del castellano con un ampio focolare, il ‘bagno padronale’  e  un ripostiglio. La polveriera con quattro feritoie e coperta da una  volta a vela in mattoni posizionati a spina di pesce.

La torretta, al culmine della scala a chiocciola, da cui si accede al  terrazzo merlato.

La visita ad offerta libera è dal mese di Marzo ad Ottobre.

 

 

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