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8° Tappa: Foligno- Montecopiolo

8° Tappa: Foligno- Montecopiolo - Camperarcobaleno

17 Maggio 2014. L'ottava Tappa del Giro d'Italia 2014

Acqualagna tra il tartufo e la spritualità

 

 

Città riconosciuta nel mondo quale Capitale del Tartufo, Acqualagna è anche rinomata per aver dato i natali a Enrico Mattei. Qui, infatti, nasce il 29 Aprile del 1906. Rimane la sua acsa natale, oggi primo museo a lui dedicato. Nella casa si ritrovano alcuni suoi effetti personali, la sua scrivania, le sue lettere e il ‘famoso’ tappo della bottiglia di champagne stappato nel febbraio 1953 quale festeggiamento per la  fondazione dell’E.N.I.  

I dintorni della cittadina sono ricchi di angoli preziosi e storici quali ‘Villa Colombara’, villa rustica  del II secolo a.C. ricostruita poi  in epoca imperiale. La villa  si trova a circa 400 metri  della via Flaminia, dove sorge ancora una sorgente ed è posta lungo un percorso preromano.

Costruita con blocchetti di calcare locale, la scaglia rosa del Furlo, fanno da contrasto con  le colonne del portico, in travertino del Monte Nerone.Il tetto  era in tegole e coppi mentre la pavimentazione era  in terra battuta e  in mattoncini a spina di pesce o in cocciopesto.

Molti comunque rimangono i reperti archeologici riguardanti la vicina via Flaminia,  principale arteria in  età romana nel territorio, usata per collegare Roma ad Ariminum (Rimini).

Acqualagna è prepotentemente legata al suo territorio per l’attività artigianale legata alla lavorazione artistica della pietra. Una tradizione secolare che affonda le sue radici nell’opera degli antichi scalpellini del Furlo, che grazie alla loro abilità e all’agevole reperibilità del materiale nelle “cave”, realizzarono importanti opere architettoniche di Urbino.

Qui il Furlo rappresenta uno straordinario scenario da percorrere a piedi  per ammirare gli imponenti strapiombi, le due gallerie romane dove passava l’antica Via Flaminia, la “Grotta del grano“ e specie rare floristiche protette.

 Nelle zone circostanti di Acqualagna si trovano varie  chiese e conventi dal fascino indiscusso dall’aspetto spirituale molto sentito., luoghi per ritrovarsi in meditazione e per ammirare gli oggetti artistici e storici racchiusi al loro interno.

La splendida Abbazia di San Vincenzo, di stampo benedettino,  venne  eretta sui resti di un tempio pagano potenziato  grazie alle offerte dei viandanti, offerte che poi diventarono un vero e proprio ‘pedaggio’  dovuto per poter attraversare il Furlo.

Eretta nel 1011 da San Romualdo  alla veneranda età di 104 anni, volle, per coloro che necessitavano di un grande pentimento spirituale, il ritiro e la costruzione di celle dentro la Gola del Furlo, nutrendosi solo di acqua, pane ed erbe. Inoltre fu lui che fece costruire il piccolo eremo di San Ubaldo, quale  protezione per  i viandanti dai briganti.

Nel 1040 divenne abate San Pier Damiani il quale diede sviluppo e regole a questo luogo tra cui l’obbligo per i monaci di indossare una tunica bianca.

Altro luogo da visitare è  alle  pendici del Monte Catria è il Monastero della Santa Croce Fonte Avellana. Nato intorno all’anno mille e vissuto ancora oggi dai monaci camaldolesi, i monaci ospitano turisti e visitatori alla scoperta  della storia del luogo, organizzando anche incontri di Lectio Divina.

 

 

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'