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5° tappa: Taranto- Viggiano

5° tappa: Taranto- Viggiano - Camperarcobaleno

14 Maggio 2014: La quinta Tappa del Giro d'Italia 2014.

Taranto, la Città dei Due Mari

 

 

Città dei due mari,  Perla del Salento, Capitale della Magna Grecia.

Questa è Taranto, purtroppo nota per altri e ben poco piacevoli vicende umane.

Capoluogo di provincia, si divide in due parti: una costruita sulla terraferma e un'altra, più antica, che sorge sull'isola che divide l'insenatura marina (Mar Grande) dalla laguna interna (Mar Piccolo).

Il primo insediamento risale al II millennio a.C, e poi colonia greca con il nome di  Taras, dal nome del figlio di Nettuno, il dio del mare.

 In epoca greca, la Città Vecchia non era un'isola, ma una penisola. Non esisteva né il Ponte di Pietra né il canale navigabile.

Solo una stretta lingua di terra quale mezzo di comunicazione con la città nuova.

Sulla penisola vi era  l'Acropoli ed  era sede di templi e uffici pubblici; luogo di vita era invece dove oggi sorge la città nuova.

Antica città marinara, Taranto è stata crocevia di volti e di culture, di storie che tra di loro si sono incrociati dando vita ad altre storie ed altri volti. Greci, Romani, Bizantini, Barbari, Turchi, Saraceni. Pirati, Ladri, Filosofi, Mercanti, Artisti…Taranto è tutto questo. Ancora oggi.

La città vecchia, piccola isola circondata dai due mari, è un groviglio di  vicoli strettissimi e di iridescenti piazzette, dove gli stili architettonici tra loro disuguali trovano qui una perfetta armonia.

La parte bassa è l'antico borgo marinaro dove i pescatori vivono tra terra e mare, tra la loro casa e i pescherecci. E dove il pescato viene trasferito dal molo alla Piazza del Mercato, per la vendita.

Nella parte più alta, numerosi palazzi signorili, riccamente  affrescati e  muri esterni decorati quasi con preziosi merletti barocchi, fanno da sfondo ad un panorama unico al mondo: le Isole Cheradi.

Tra vicoli e stradine dove gli stessi raggi del sole fanno fatica ad arrivare, perché questa è ancora l’impronta medievale della Città, troviamo su di una scalinata, la trecentesca Chiesa di San  Domenico prima di incontrare il Duomo.

Il Duomo di Taranto, di impronta normanna, è dedicato a san Cataldo e  venne costruito nel XI secolo sopra una chiesa preesistente

La facciata è del settecento, in stile Barocco mentre al suo interno si trovano  eleganti  colonne fatte in diversi tipi di marmi con capitelli  romani e bizantini. Queste dividono le tre navate ed un vestibolo quattrocentesco e conducono  al Battistero.
L’ elemento caratterizzante e più conosciuto della chiesa è sicuramente la Cappella di San Cataldo, conosciuta quale  ‘il Cappellone’

Una parte di questo, il vestibolo,  corrisponde all'antica cappella fatta costruire nel 1151 dall'arcivescovo Giraldo per  le reliquie di San Cataldo, Vescovo irlandese morto a Taranto nel VII secolo

La tomba del santo è nell’ altare  in marmo,  visibile attraverso una grata marmorea e finestrelle laterali impreziosita da madreperle e lapislazzuli.

Vicino a  Piazza Castello, dove un tempo sorgeva la chiesa della Santissima Trinità, sono visibili i resti di un Tempio Dorico del VI secolo a.C., dedicato a Poseidone, o a una divinità femminile.

Quello che resta sono solo alcune colonne scanalate e costruite con rocchi di pietra carparo, probabilmente parte del colonnato settentrionale dell’intera  struttura.
Il tempio è il più antico di tutta la Magna Grecia ed è  l’unico edificio di questo tipo  visibile nella Città vecchia.

Ultima tappa nella città vecchia è il Castello Aragonese, fortezza rinascimentale, attualmente sede del Comando della Marina, che si specchia nell’acqua blu del canale navigabile. Realizzata sotto il dominio Aragonese alla fine del 1400, presenta un compatto corpo murario munito di quattro torrioni cilindrici e di baluardi.

Di pregio rinascimentale , al suo interno,  c’ è la Cappella di S.Leonardo. In questa cappella, di impronta architettonica semplice e razionale, sono  state celebrate nel 1407 le nozze di Maria d’Enghien con re Ladislao di Durazzo 

Da qui si affaccia la città nuova con il suo elegante lungomare che accoglie imponenti palazzi ottocenteschi e del primo novecento, molti dei quali oggi sono palazzi pubblici.

E’ qui che si trova la Concattedrale Madre di Dio, realizzata da Gio Ponti nel  1971 in una  reinterpretazione di  elementi in stile gotico

 

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'