Home » in giro...col Giro 2014 » 21° tappa: Gemona-Trieste

21° tappa: Gemona-Trieste

21° tappa: Gemona-Trieste - Camperarcobaleno

01 Giugno 2014. Ventunesima Tappa del Giro d'Italia 2014

Gemona e il suo grande cuore

 

 

Città di origine preromana, Gemona è menzionata per la prima volta come uno dei castelli che nel 611 erano ritenuti dai Longobardi inespugnabili.

Centro importantissimo come centro di servizi ai traffici commerciali tra le regioni italiane e l'Europa danubiana in quanto luogo dove i mercanti dovevano scaricare le merci per la notte,  in attesa del giorno seguente per riprendere il viaggio.

Centro urbano ricco di fermenti artistici e culturali, abbellito da chiese, palazzi e case signorili, difeso da una grande cinta murata da cui svettava l'antico castello.

Nel XV secolo, con la dominazione della Serenissima si andò determinando ad una profonda decadenza che si sarebbe tramutata in vera e propria crisi economica nei secoli successivi.

L'economia riprese forza dopo il secondo conflitto mondiale grazie alla creazione di importanti realtà lavorative.

Divenuta tristemente nota in tutto il mondo per il terremoto del 1976, Gemona oggi  è il simbolo della rinascita del Friuli.

 Completamente rinnovata nel suo aspetto architettonico, ha saputo coniugare in maniera perfetta il suo passato con le nuove realtà dando un notevole sviluppo anche al turismo.

Attraverso Porta Udine  si entra nell'antico centro cittadino dove sorge il Duomo di Santa Maria Assunta, uno dei monumenti religiosi medioevali più importanti della regione.

In essa si trova una perfetta fusione tra elementi dello stile romanico e gotico, interpretati dall'ingegno di artisti locali.

Il portale romanico,decorato da motivi fitomorfi, la colossale statua di San Cristoforo alta ben sette metri, posta a protezione dei viandanti,  l'elegante gotica Galleria dei Re Magi con le nove statue raffiguranti scene dell'Epifania hanno ripreso lo splendore di sempre nonostante il terremoto, memoria storica e sociale ben visibile al suo interno con le colonne in marmo rosa inclinate. Per non dimenticare.

Ma questa gente non dimentica, fa tesoro della sua cultura e della sua storia e non si perde ma lavora.

Bella da percorrere è Via Bini, tipica strada medievale - antica via commerciale stretta e tortuosa - sulla quale si affacciano edifici storici ornati da portali, rientranze, piazzette e portici. E' possibile scoprire su di questi affreschi,  terrazzini in stile neogotico e bifore

Il Palazzo Comunale è un elegante edificio rinascimentale del primissimo Cinquecento da cui spiccano edifici moderni con funzione pubblica e civile.

 

Tra gli edifici di interesse storico artistico della cittadina va menzionato il Santuario di S. Antonio, il più antico luogo di culto al mondo dedicato al Santo.

Ricostruito in linee architettoniche ,conserva al suo interno i ruderi della chiesetta duecentesca eretta dal Santo stesso in onore della Madonna.

Tutto ciò che poteva essere salvato, ricostruito, ripreso, ripulito, è stato fatto, compreso, portato a nuova vita.

Parlare con loro del terremoto significa ascoltare mille diverse storie così come mille e mille sono state le paure, le tristezze, i momenti di vuoto dell’animo. Ma mai si sentirà parlare di disfatta, di rassegnazione. Gente abituata a faticare, a vivere una natura non facile, a sostenere l’esame della vita ogni giorno. Anime belle che hanno saputo cambiare le carte in tavola nei confronti di una sorte cattiva. Ma qui a Gemona, splende il sole.

‘Terremoto?’ ci domanda un anziano seduto accanto alla porta di casa sua. ‘Roba andata’, ci risponde. ‘Qui a Gemona, splende il sole’.

Su Pinterest

Su Pinterest - Camperarcobaleno

Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

Chi abbandona un cane non è un camperista

Chi abbandona un cane non è un camperista - Camperarcobaleno

(Lyla, Pastore Abruzzese, 12 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

L'Agenda di CA su Facebook

L'Agenda di CA su Facebook - Camperarcobaleno

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'